Sedici punti conquistati sui diciotto disponibili al Vanni Sanna, un quinto posto in classifica e una squadra capace di reagire alle difficoltà. Tore Pinna, storico portiere rossoblù e oggi preparatore dei portieri, racconta il momento della Torres in un’intervista concessa a L’Unione Sarda, sottolineando soprattutto il carattere del gruppo allenato da Alfonso Greco.
Con 347 presenze alle spalle, Pinna ritrova nella formazione attuale lo spirito della Torres che, dopo il ritorno in C1, affrontava ogni avversario senza timori. Un’identità costruita attraverso sacrificio, appartenenza e dedizione quotidiana.
Gli infortuni e i meriti di Greco
La stagione rossoblù è stata pesantemente condizionata dagli infortuni, con assenze arrivate fino a otto elementi contemporaneamente. Particolarmente significativi gli stop di Mastinu, Scotto e Di Stefano, che non hanno comunque impedito alla squadra di raggiungere quota 19 punti.
Pinna riconosce grandi meriti a Greco e al suo staff, evidenziando la capacità dell’allenatore di trasmettere determinazione e spirito combattivo. L’obiettivo immediato resta la salvezza, fissata idealmente a quota 40 punti.
Zaccagno, una crescita costante
L’ex numero uno rossoblù si sofferma anche sui progressi di Andrea Zaccagno, elogiandone la completezza tecnica e la capacità di partecipare alla costruzione del gioco.
Il lavoro quotidiano, svolto insieme a Pierpaolo Garau, riguarda soprattutto la gestione del pallone, le uscite e l’interpretazione delle situazioni di gioco.
L’appello alla città: il Vanni Sanna deve riempirsi
Il passaggio più significativo riguarda però il pubblico sassarese. Pinna fatica a spiegarsi gli spalti non sufficientemente popolati nonostante lo straordinario rendimento casalingo.
Una squadra capace di ottenere 16 punti su 18 davanti ai propri sostenitori, secondo l’ex portiere, meriterebbe una partecipazione ben superiore.
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