Il direttore sportivo dell’Arzachena, Antonello Zucchi, ha espresso piena fiducia nella salvezza della Torres nel corso di un’intervista rilasciata a centotrentuno.com.
Parole cariche di stima verso il lavoro svolto dal tecnico Alfonso Greco, dalla squadra e dalla società rossoblù durante una stagione complessa ma caratterizzata da una significativa crescita.
“Greco ha cambiato il volto della squadra”
Secondo Zucchi, il cambio di passo della Torres porta una firma precisa: quella di Greco. “Il mister ha dato un’impronta tecnica chiara e decisiva”, ha spiegato il dirigente, evidenziando il valore del lavoro svolto nella seconda parte del campionato.
Una trasformazione che, nella visione del ds, meriterebbe come naturale conclusione la permanenza nel professionismo.
Una risorsa importante per la Sardegna
Zucchi ha sottolineato anche il valore strategico della Torres per il calcio sardo: “Per la Sardegna è fondamentale avere un’altra squadra nel professionismo oltre al Cagliari”. Un concetto che va oltre il semplice risultato sportivo e tocca identità, territorio e continuità progettuale.
Secondo il dirigente, perdere la categoria significherebbe disperdere parte del lavoro costruito negli ultimi anni dalla società sassarese.
“Squadra da confermare quasi in blocco”
Nel suo intervento, il direttore sportivo dell’Arzachena ha espresso anche un giudizio tecnico molto positivo sull’organico rossoblù. Per Zucchi, la base della squadra sarebbe già solida e andrebbe mantenuta quasi integralmente, con l’aggiunta di “qualche giocatore di categoria” per puntare a una stagione importante.
“Quest’anno è mancata un po’ di concretezza”, ha ammesso, ribadendo però la sua fiducia nei playout.
Attesa e speranza rossoblù
Le parole di Zucchi arrivano in un momento delicatissimo per la Torres, impegnata nella doppia sfida salvezza contro il Bra. Un attestato di stima esterno che rafforza l’idea di una squadra capace di rialzarsi e difendere il proprio posto tra i professionisti.
Perché certe stagioni assomigliano a una lunga traversata: conta la partenza, conta la tempesta, ma soprattutto conta riuscire a vedere terra all’ultimo orizzonte.
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