La Torres, reduce dall’amara sconfitta di Grosseto, è alle prese con una situazione complessa tra infermeria e difficoltà offensive.
Il primo campanello non riguarda tanto la classifica quanto una casella del tabellino: quella dei gol segnati. La Torres ha raccolto tre punti nelle prime tre giornate di campionato, ma soprattutto ha trovato la rete appena due volte: nella sconfitta per 2-1 di Livorno e nel successo per 1-0 contro la Sambenedettese. A Grosseto, invece, la squadra di Alfonso Greco è rimasta all’asciutto, incassando un 2-0 che ha riportato in superficie un problema già visibile in questo avvio di stagione.
Il punto non è necessariamente la qualità delle occasioni create, né può essere ridotto al rendimento del singolo. È piuttosto un problema di peso offensivo, alternative e freschezza. Finora Gigi Scotto è rimasto il riferimento attorno al quale costruire il reparto avanzato. Il capitano possiede ancora tecnica, mestiere e quella capacità di leggere l’azione che non compare nelle statistiche, ma a 35 anni non può essere chiamato a trascinare da solo per settimane un reparto condizionato anche dalle assenze.
Scotto ha bisogno di gambe attorno
A Grosseto Greco ha scelto inizialmente Scotto come riferimento centrale, sostenuto da Lorenzo Di Stefano e Nicholas Pennington. Nel corso della ripresa sono entrati Cristian Bunino, Michele Carboni, Alberto Lunghi e Mohamed Ayman Sanat, quasi una trasformazione in corsa del volto offensivo rossoblù. Carboni e Lunghi sono subentrati al 66°, Sanat nel finale, mentre Bunino era stato inserito già all’intervallo.
Proprio la gara contro l’Ostiamare, in programma domenica 13 settembre alle 15 al Vanni Sanna, potrebbe offrire a Greco l’occasione per cambiare qualche gerarchia. Anche perché pochi giorni più tardi arriverà un altro turno di campionato: la gestione delle energie sarà inevitabilmente una componente delle scelte.
Carboni è il candidato più naturale
Tra i giovani, il nome che bussa con maggiore forza è quello di Michele Carboni. Il classe 2004 ha già lasciato un segno pesantissimo, entrando contro la Sambenedettese e firmando la rete dell’1-0. Un gol che mancava con la maglia rossoblù da un anno e mezzo e che può aver cambiato la percezione del suo ruolo all’interno delle rotazioni.
Carboni può dare alla Torres qualcosa che in questo momento serve: capacità di accompagnare l’azione, inserimento e soprattutto presenza negli ultimi metri. Potrebbe agire alle spalle della punta, ma anche partire in posizione più avanzata in un sistema che non lasci Scotto troppo isolato.
C’è poi Alberto Lunghi, classe 2003, seconda punta capace di muoversi anche sulla trequarti. La sua mobilità potrebbe rappresentare il complemento ideale per un attaccante maggiormente portato a giocare incontro e legare la manovra. Anche Sanat, tornato a disposizione dopo il problema muscolare accusato alla vigilia dell’esordio di Livorno, ha già riassaggiato il campo a Grosseto e rappresenta una soluzione per aumentare ritmo e profondità.
Sotgiu e Kebbeh, cambiare anche lontano dall’area
Il discorso giovani non riguarda esclusivamente l’attacco. Marcello Sotgiu, classe 2007, è una carta intrigante per dare corsa al centrocampo. Era tra le alternative sia contro la Sambenedettese sia nella trasferta di Grosseto e il suo inserimento potrebbe regalare energia in una zona nella quale la Torres, soprattutto in Toscana, ha sofferto il maggiore dinamismo degli avversari.
E poi c’è Mamadou Kebbeh, difensore centrale classe 2006 arrivato in prestito dal Cesena. Non ha ancora trovato spazio in campionato, ma possiede struttura fisica e caratteristiche differenti rispetto ai compagni più esperti. Il suo eventuale debutto consentirebbe anche di iniziare a capire quanto possa diventare realmente importante nel corso della stagione.
La stessa società ha sottolineato in estate come la collaborazione tra settore giovanile e prima squadra stia diventando sempre più stretta, con diversi ragazzi aggregati al gruppo di Greco.
Contro l’Ostiamare difficilmente assisteremo a una rivoluzione totale. Inserire cinque giovani contemporaneamente significherebbe alterare equilibri e riferimenti costruiti durante la preparazione. Ma uno o due cambi dal primo minuto appaiono tutt’altro che improbabili.
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