In collaborazione con Fabio Ornano
“Tornare in Sardegna vuol dire tornare a giocare nel calcio italiano, dove il calcio è pura passione“. Mercoledì mattina il nuovo giocatore della Torres, Nicholas Pennington, si è presentato alla stampa spiegando perché è voluto rientrare nell’isola (dove aveva già giocato nel Cagliari e nell’Olbia) e che tipo di centrocampista è diventato dopo l’esperienza nella Serie A australiana.
“Ho fatto una bellissima esperienza in Australia“, ha raccontato il calciatore. “Sono stato benissimo. Però ultimamente mi mancava un po’ il calcio italiano, la passione dei tifosi, che lì c’è ma è diversa. Avevo in mente di tornare e, per me, tornare a casa vuol dire tornare in Sardegna. Abbiamo avuto contatti con la Torres. La trattativa è durata un mesetto. La trattativa è andata subito bene. Ho parlato con il mister, che mi ha convinto del progetto. Mi ha detto come voleva che giocassi nella squadra. Alla fine ho deciso di tornare a casa e voglio rimettermi in gioco in Sardegna e in Italia“.
“So che qui a Sassari c’è passione, anche perché l’ho vista dall’altra parte: non ho giocato il derby quando vestivo la maglia dell’Olbia, ma ho visto la passione dei tifosi ed è quello che cerco, voglio riassaporare questo tipo di calcio”, ha proseguito Pennington, che poi ha parlato delle differenze fra i vari campionati. “Sicuramente il calcio della Serie C è molto diverso da quello australiano. Lì è un po’ più all’inglese, un po’ più di transizione, molto fisico: avanti-indietro, avanti-indietro. Qui, invece, è un po’ più tattico, un po’ più organizzato. Lì però ci si confronta con giocatori che hanno esperienze di calcio diverse, magari con chi ha giocato in Premier League, oppure in Spagna, in Olanda, e poi si gioca con australiani che non hanno conosciuto altri tipi di calcio, quindi è un mix di calciatori molto interessante. Lì penso di essere cresciuto molto fisicamente, di aver imparato come sfruttare meglio il mio corpo, cosa fare per stare bene fisicamente in campo. Mentre a Cagliari e a Olbia ho imparato la tecnica e la tattica per fare bene“.
“Penso di poter dare tanto, ovviamente ce la metterò tutta. Penso di essere un giocatore che può fare entrambe le fasi: posso fare gol, ma vorrei anche lottare, difendere, rincorrere”, ha spiegato il giocatore. “Ho seguito i risultati della Torres, nello scorso anno, soprattutto da quando è tornato mister Greco ho visto una rinascita della Torres e spero che si potrà continuare così”.
Un focus sulle sue caratteristiche. “Penso di essere abbastanza istintivo, quando sono meno cerebrale gioco meglio. Però devo arrivare a quel momento in cui tutto viene istintivo. Penso che il grande cambio dei miei anni in Australia: ho lavorato molto sul fisico e ho cercato di essere più un giocatore di strappo, che dà molto alla squadra perché può rompere gli equilibri. Dalla mediana in su ho giocato in tutti i ruoli: centrocampo a 3, a 4, ho giocato da esterno, da trequartista, da mediano, da mezzala, da esterno a 5. Dove il mister ha bisogno di me posso giocare e questa è una mia forza“.
(La conferenza completa si trova sul sito del club: seftorrescalcio.it)
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Max Aresu ottimo acquisto x la scalata allo
scudetto