Per Alfonso Greco è arrivato il momento in cui i mesi si trasformano in giudizio. La Torres attende il Gubbio davanti al proprio pubblico, in una sfida che ha il peso di una resa dei conti sportiva e il profumo della possibile salvezza.
Un filo spezzato e poi curato
Il percorso dell’allenatore romano è stato tutt’altro che lineare. Dopo la separazione estiva, vissuta con toni amari, il filo con la piazza sassarese sembrava spezzato. Poi, a novembre, il ritorno. Una chiamata arrivata nel mezzo della tempesta, con la squadra in difficoltà e la necessità urgente di cambiare rotta dopo l’avvicendamento con Michele Pazienza.
Greco ha rimesso mano al motore rossoblù senza proclami, lavorando in silenzio, quasi a fari spenti. Nessuna fanfara, solo campo, ordine e pazienza. Una lenta ricostruzione che ha restituito identità alla Torres e l’ha riportata a giocarsi tutto alla penultima giornata.
Il cammino
Le sue parole raccontano bene il senso del cammino compiuto: se a novembre qualcuno gli avesse prospettato una situazione del genere a due turni dalla fine, probabilmente avrebbe firmato senza esitare. Ed è qui il punto: ciò che sembrava una stagione compromessa si è trasformato in una corsa ancora aperta.
Una serata che vale la stagione
Ora resta l’ultimo tratto, quello più scivoloso e affascinante. Il Stadio Vanni Sanna si prepara a spingere la squadra in una serata che può valere un intero campionato. Novanta minuti per capire se la rincorsa troverà davvero il traguardo o resterà soltanto un’incompiuta piena di carattere.
Nel calcio esistono partite che assegnano punti e partite che definiscono storie. Per Greco, questa appartiene decisamente alla seconda categoria.
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Forza Torres
Speriamo di non trovare i soliti in giallo con la mania di protagonismo, perché prepari tutto alla perfezione poi arrivano loro a fare danno🤞
Il Manto erboso è in ottime condizioni, era ora