Il rapporto tra Alfonso Greco e la Torres è diventato una delle trame più riconoscibili del calcio isolano recente. Arrivato in rossoblù nella stagione 2021-22, il tecnico ha attraversato quasi tutte le sfumature possibili: entusiasmo, esoneri, ritorni, playoff, cadute improvvise e salvezze strappate con le unghie.
La conferma siglata dopo l’ultimo campionato, con contratto biennale fino al 2028, non è dunque una scelta qualsiasi. È la decisione di ripartire da un allenatore che conosce ambiente, piazza, società e spogliatoio. Una bussola già consumata dal viaggio, ma proprio per questo capace di orientarsi anche quando la nebbia sale dal prato.
Dal 2021-22 alla Serie C: il primo ciclo rossoblù
La prima Torres di Greco chiuse la stagione 2021-22 al terzo posto nel girone G di Serie D, con 66 punti, 18 vittorie, 12 pareggi, 4 sconfitte, 53 gol segnati e appena 18 subiti. Una squadra solida, riconoscibile, arrivata anche alla finale di Coppa Italia Serie D.
Il ritorno tra i professionisti aprì però una stagione più complessa. Nel 2022-23, la Torres chiuse con 41 punti e la salvezza diretta, in un’annata agitata anche dall’esonero e dal successivo richiamo di Greco. Il tecnico, tornato in corsa nella parte finale, contribuì a rimettere ordine e a evitare i playout.
L’apice: secondo e terzo posto in Serie C
Il punto più alto del ciclo arrivò nella stagione 2023-24, quando la Torres chiuse al secondo posto nel girone B di Serie C con 75 punti, frutto di 22 vittorie, 9 pareggi e 7 sconfitte, con 56 gol fatti e 38 subiti. Un campionato enorme, concluso poi nei playoff contro il Benevento.
Nel 2024-25 arrivò un’altra stagione di vertice: terzo posto, 68 punti, 19 vittorie, 11 pareggi, 8 sconfitte, 55 gol segnati e 36 incassati. Il cammino playoff, però, si fermò drammaticamente contro l’Atalanta U23, dopo il pesante 7-1 dell’andata e l’inutile successo per 2-1 al ritorno.
Il ritorno nella tempesta e la salvezza col Bra
Dopo la separazione dell’estate 2025, Greco è stato richiamato nel novembre scorso, con la Torres in una situazione difficilissima: squadra penultima, appena 7 punti dopo 13 giornate. Il cambio di passo fu evidente: dopo 13 gare, il confronto tra la gestione precedente e quella di Greco parlava di 7 punti contro 17.
La stagione, però, è rimasta sofferta fino alla fine. La salvezza è arrivata ai playout contro il Bra, con vittoria per 1-0 all’andata e nuovo successo per 2-1 al ritorno al Vanni Sanna. Due colpi secchi, finalmente, dopo mesi da funamboli sopra il tombino aperto.
La prossima stagione: continuità sì, ma non conservazione
La Torres 2026-27 ripartirà da Greco, ma non potrà limitarsi a custodire il passato. Il tecnico ha dimostrato di saper costruire squadre competitive e di saper salvare situazioni compromesse. Ora, però, serve una stagione più lineare.
La società dovrà consegnargli una rosa coerente, più profonda e meno esposta agli sbalzi. Il gruppo storico può essere una base importante, ma andrà integrato con innesti funzionali, motivati e fisicamente pronti. La lezione dell’ultimo campionato è chiara: l’identità aiuta, ma non basta se mancano continuità, qualità nelle rotazioni e concretezza nei momenti sporchi.
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ma quando vi fate sotto con portafoglio e patentino x allenare
Cosa vuoi dire che non ho capito?
L’articolo definisce Greco “una bussola già consumata dal viaggio, capace di orientarsi anche quando la nebbia sale”. Espressione poetica per dire che è un tecnico riciclato all’infinito! La verità è che non è una bussola: è un eterno ritorno dettato dalla mancanza di alternative e di budget. Definire “bussola” un allenatore che la stessa società ha esonerato due volte perché aveva perso l’orientamento è un insulto alla logica. Tutto quello che la narrazione compiacente non racconta: 2021-2022. Terzo posto, alla guida di uno squadrone che avrebbe dovuto vincere il campionato, se non fosse stato per i limiti che si è… Leggi il resto »
La vedo veramente male ,le persone hanno la molto memoria corta su quanto è successo gli anni scorsi.