Per Sajmir Dumani, la stagione 2025-26 ha rappresentato il campionato delle prime volte. La prima esperienza tra i professionisti, il primo impatto con le pressioni della Serie C e la prima vera occasione per misurarsi con un livello di calcio completamente diverso rispetto a quello affrontato nelle stagioni precedenti. Arrivato alla Torres nell’estate del 2025 dopo il percorso di crescita maturato al Chieri e nelle giovanili della Juventus, il classe 2005 è stato uno dei simboli della linea verde scelta dal club sassarese per rinnovare la rosa.
Giovane, mancino naturale, dotato di corsa e duttilità tattica, Dumani si presentava come un profilo interessante ma inevitabilmente tutto da verificare nel calcio professionistico.
Le statistiche stagionali
Presenze: 7.
Reti: 0.
Minuti giocati: 243.
Una stagione difficile ma formativa
L’annata della Torres non è stata semplice. La squadra ha vissuto mesi complicati, attraversando una lunga lotta per la permanenza in categoria e cambiando volto nel corso della stagione. In questo contesto anche il percorso di Dumani è stato caratterizzato da alti e bassi.
L’esterno italo-albanese ha dovuto confrontarsi con la velocità di gioco, l’intensità e le responsabilità tipiche della Serie C. Un apprendistato che ha richiesto pazienza e capacità di adattamento. Le qualità atletiche e la disponibilità al sacrificio non sono mai mancate, così come la predisposizione a ricoprire più ruoli sulla corsia sinistra, una caratteristica che aveva già attirato l’attenzione della Torres al momento del suo acquisto.
Pur senza diventare un protagonista della stagione, Dumani ha comunque accumulato esperienza preziosa in un campionato che spesso non concede margini di errore ai giovani. Non sorprende, dunque, una sola chance da titolare nell’intero campionato e pochi minuti complessivi disputati. L’unica occasione è arrivata nel girone d’andata contro l’Ascoli, da esterno mancino nel 3-5-2.
La forza della duttilità
Uno degli aspetti più apprezzati del suo campionato è stata la capacità di adattarsi alle esigenze della squadra. Nato come esterno mancino, Dumani ha allenato quella versatilità che gli consente di giocare sia da laterale di centrocampo sia da terzino, capace di portare equilibrio e copertura in diverse situazioni tattiche.
In una stagione caratterizzata da emergenze e continui aggiustamenti, la sua disponibilità a mettersi al servizio del gruppo è stata una risorsa importante per gli allenatori che si sono alternati sulla panchina rossoblù. Nonostante tutto.
Un patrimonio per il futuro
La salvezza conquistata dalla Torres rappresenta anche una base sulla quale costruire il futuro. E tra i giocatori che potrebbero beneficiare maggiormente dell’esperienza accumulata c’è proprio Dumani. Se i rossoblù dovessero – come sembra ormai quasi certezza – ripartire da Greco, il ragazzo potrebbe far valere i mesi di lavoro con il tecnico romano. Sempre che le valutazioni della società vadano in questa direzione e venga considerato come elemento da comprendere nel progetto tecnico 2026-27.
La pagella finale
| Voce | Giudizio |
|---|---|
| Voto | N.G. |
| Giudizio | Punto fermo della stagione rossoblù, purtroppo solo (o quasi) in panchina. Aveva trovato un po’ di continuità con Pazienza nelle rotazioni, tra settembre e ottobre: con Greco, appena 30 minuti e un abbonamento da spettatore. Complicato ed ingeneroso esprimere una valutazione, con così pochi elementi sul tavolo. Lo rivedremo a Sassari? Contratto in scadenza nel 2027. |
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Da tenere ! Quando ha giocato ha fatto bene. Ha solo 21 anni
Dumani chi ni ha giuggaddu