Non solo Torres – Marani: “La Serie C è la scuola elementare del calcio italiano”

In un'intervista rilasciata sabato a "La Tribuna di Treviso", il presidente della Lega Pro ha fatto i conti in tasca alla Serie C e ha parlato dei problemi del calcio italiano.

Il presidente della Lega Pro Matteo Marani e il logo della Serie C
Il presidente della Lega Pro Matteo Marani e il logo della Serie C

“Non si può riservare alla nostra Lega il 2 per cento delle risorse quando ai procuratori vanno 249 milioni l’anno. Non è questione solo di soldi, è questione di logica: è impossibile andare all’università senza avere fatto le scuole elementari. E noi siamo la scuola elementare.” In un’intervista rilasciata sabato a “La Tribuna di Treviso”, il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, ha fatto i conti in tasca alla Serie C e ha parlato dei problemi del calcio italiano.

La crisi del calcio italiano

“La crisi del calcio italiano è complessiva e bisogna distribuire meglio le risorse, lavorando insieme e rispettando le necessità. Se salta una squadra di Serie C è un danno per tutto il calcio italiano”, ha detto il dirigente, che poi ha assicurato che la visibilità della terza divisione italiana è maggiore rispetto agli scorsi anni. “Si parla un po’ dappertutto della Serie C e gli stadi della nostra categoria sono tornati a riempirsi. Il campionato è appena cominciato. Mi auguro che sia una bella stagione per tutti i nostri club.”

Il controllo dei costi

“Oggi la categoria vive solo dell’impegno di imprenditori e volontari. Tutte le società ci rimettono. Chi tantissimo, chi un po’ meno, chi fa miracoli. Ma la rimessa è certa e inevitabile”, ha proseguito Marani, che non crede che il problema sia nel numero delle squadre. “Prima la Serie C era a 120 squadre e le società fallivano. Poi sono diventate 90 e fallivano. Adesso sono 60 e, a volte, falliscono. Cosa significa tutto questo? Significa che si spende più di quanto si possa”.

Investire sui giovani

I giovani saranno il vero futuro della categoria. “Chi li cura ha un triplo vantaggio: tecnico, cioè calciatori da valorizzare in prima squadra; sociale, cioè togliere ragazzi dalla strada dove è possibile ogni devianza; economico, perché abbiamo da suddividere lo 0,5 per cento della mutualità a chi meglio opera con i giovani”.

Il Salary Cap

Il Salary Cap (il tetto agli ingaggi) prevede il contenimento della spesa rispetto ai ricavi. “Lo ripeto: se non riduciamo le spese, non stiamo in piedi. Un terzino in meno e un laureato in più non è per nulla una battuta. Il calcio ha sempre più bisogno di professionisti fuori dal campo. Perché la sostenibilità è tutto”. (Fonte: tuttoc.com)

 

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