“La riforma Zola è stata un lavoro collettivo. È il risultato di tanti tavoli di lavoro con i dirigenti della Lega Pro (soprattutto quelli che lavorano nei settori giovanili), che hanno portato avanti le loro idee, e poi le abbiamo tramutate in un piano per dare vitalità ai settori giovanili“. La scorsa settimana l’ex rossoblù Gianfranco Zola, ora vicepresidente vicario della Lega Pro, è intervenuto durante il podcast “Sky Unplugged” (condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi), dove ha parlato anche della sua riforma, che sta incentivando le società di Serie C a impiegare nei propri organici giovani provenienti principalmente dal loro vivaio.
In cosa consiste la riforma Zola
“La Lega Pro è stata importantissima nella mia carriera, mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere e di farmi crescere. In Lega Pro ci sono 60 squadre, capillarizzate in tutta Italia. Se tutte le squadre fanno le cose allo stesso modo, si può dare un contributo significativo al sistema“, ha spiegato il campione di Oliena.
“Fondamentalmente, in una prima fase, la riforma consiste nello stimolare le società, economicamente parlando, con incentivi, a dare più attenzione a tutto ciò che fanno nei settori giovanili: tecnici preparati, strutture sportive, impianti; quanto più squadre giovanili si possono fare per competere, tanti più soldi si percepiscono. Poi il meccanismo prevede che le società che impiegano in prima squadra calciatori formati nel proprio settore giovanile ricevano un premio quattro volte superiore rispetto a quello precedentemente in vigore“.
Il salto dalla Primavera alla prima squadra
“Come tanti anni fa la Germania fece i centri di formazione, l’idea è fare in modo che i club di Serie C possano fare il loro lavoro“, ha proseguito Zola. “Non è detto che vada bene anche per la Serie B e la Serie A. Noi abbiamo bisogno anche di un futuro e, per avere un futuro buono, dobbiamo investire in chi verrà dopo. E’ fondamentale che poi i ragazzi delle giovanili vadano a finire a giocare in prima squadra. Il ragazzo quando arriva in Juniores o in Primavera non è ancora un giocatore di Serie A o di Serie B. Il salto dalla Primavera alla prima squadra è un salto enorme“.
Le Seconde Squadre
Capitolo Seconde Squadre. “Palestra, Bartesaghi, Yldiz, Miretti, Fagioli sono tutti giocatori di Seconde Squadre e sono pronti. Il progetto funziona e sono utili anche alla Lega Pro perché arricchiscono il valore del campionato e contribuiscono anche alla riforma Zola“.
(L’intervista completa è disponibile sul canale YouTube @skysport)
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