Adama Diakité apre ufficialmente il nuovo capitolo della sua carriera. L’ex centravanti della Torres, diventato un nuovo giocatore del Teramo, ha spiegato le ragioni che lo hanno spinto ad accettare la proposta del club biancorosso, nonostante le numerose opportunità ricevute durante il mercato.
«Ho ricevuto tante offerte, anche allettanti, ma il Teramo ha saputo volermi davvero», ha dichiarato l’attaccante. Un corteggiamento concreto, portato avanti con convinzione dalla dirigenza e dallo staff tecnico, che ha fatto la differenza nella decisione finale.
Diakité ha infatti sottolineato il ruolo determinante del direttore sportivo e dell’allenatore: «La volontà di direttore e mister è stata decisiva». Parole che certificano la centralità dell’attaccante nel nuovo progetto tecnico teramano, costruito con l’obiettivo di disputare una stagione da protagonista.
Una prima punta nel segno di Drogba
Il nuovo centravanti biancorosso ha poi descritto le proprie caratteristiche. Diakité si definisce principalmente una prima punta fisica, capace di utilizzare il corpo per proteggere il pallone e dialogare con i compagni.
Il suo punto di riferimento è stato fin da giovane Didier Drogba, campione ivoriano che ha lasciato un’impronta profonda nel calcio internazionale. «Sono cresciuto nel mito del mio connazionale Drogba», ha raccontato il nuovo attaccante del Teramo.
Il suo repertorio, però, non si limita al lavoro spalle alla porta. Diakité può essere impiegato anche accanto a un altro centravanti oppure partire dalla zona sinistra del reparto offensivo. Una duttilità che potrà offrire diverse soluzioni al tecnico durante il campionato.
Il saluto alla Torres e alla città di Sassari
Nelle parole di Diakité trova ampio spazio anche l’esperienza vissuta con la Torres, l’unico club nel quale sia rimasto per un periodo particolarmente lungo.
«È stato un periodo bello, ricco di soddisfazioni», ha spiegato il centravanti, ricordando il rapporto costruito con la società, la squadra e l’intero ambiente sassarese. Il legame con la Sardegna non ha riguardato soltanto il calcio: anche la sua famiglia si è ambientata perfettamente, creando amicizie destinate a proseguire oltre il trasferimento.
«Con la mia famiglia ci siamo trovati benissimo, lasciando lì tanti amici», ha aggiunto Diakité. Un saluto carico di riconoscenza, ma accompagnato dalla voglia di trovare a Teramo un ambiente altrettanto coinvolgente.
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