Il Campobasso vive un momento speciale, raccontato con entusiasmo dal co-proprietario Matt Rizzetta, che ha definito il percorso del club come un vero “progetto magico”. In pochi anni, la società è passata dai dilettanti a competere ad alti livelli, costruendo una crescita costante e ambiziosa. Un cammino che, come sottolineato dallo stesso Rizzetta, sembrava quasi impossibile all’inizio, ma che oggi si traduce in un sogno concreto, coltivato giorno dopo giorno.
Il calcio come identità e appartenenza
Al centro della visione del patron c’è un concetto chiave: il calcio non è solo sport. In Molise, il Campobasso rappresenta un simbolo di identità, appartenenza e comunità. Rizzetta ha evidenziato come il club sia profondamente radicato nel territorio, diventando un punto di riferimento sociale oltre che sportivo. Un legame forte, che trasforma ogni partita in un momento collettivo, vissuto con partecipazione e orgoglio.
Una famiglia allargata tra squadra e tifosi
Uno degli aspetti più significativi del progetto riguarda il rapporto umano costruito attorno alla squadra. Rizzetta descrive il Campobasso come una grande famiglia, in cui società, giocatori e tifosi condividono emozioni e obiettivi. “Qui tutti ti fanno sentire a casa”, è il senso del messaggio lanciato dal dirigente, che sottolinea come l’unità sia la vera forza del club, anche nei momenti più complessi.
Ambizioni e futuro tra sogni e responsabilità
Lo sguardo è rivolto al futuro, con un traguardo che avrebbe il sapore della storia: il ritorno in Serie B dopo oltre quarant’anni. Un obiettivo ambizioso, ma non più irraggiungibile, grazie al lavoro condiviso di staff, squadra e collaboratori, considerati il motore del progetto. Parallelamente, Rizzetta ha ribadito la volontà di valorizzare il territorio molisano, utilizzando il calcio come strumento per raccontarne le potenzialità a livello nazionale e internazionale.
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