La stagione 2025-26 della Torres si chiude con il più liberatorio dei verdetti: la permanenza in Serie C. Un traguardo che, osservando il percorso vissuto dai rossoblù negli ultimi mesi, assume un peso enorme. Perché quella dei sassaresi è stata un’annata complessa, nata subito in salita e attraversata da momenti difficili, dubbi e tensioni. Alla fine, però, la squadra ha trovato le energie per reagire, stringersi attorno al proprio allenatore e conquistare una salvezza che oggi profuma di impresa costruita con carattere e appartenenza.
Dentro questo cammino c’è anche il contributo prezioso dei cosiddetti “senatori”, quei giocatori capaci di trascinare il gruppo nei momenti più delicati e di trasmettere il significato autentico della maglia rossoblù. Tra loro spiccano due nomi che ormai appartengono pienamente alla memoria storica del club: Alessandro Masala e Nicolò Antonelli.
Masala, affidabilità e spirito rossoblù
Per Alessandro Masala, questa stagione non è stata fatta di grandi numeri sotto il profilo delle presenze da titolare. Il centrocampista ha spesso ricoperto il ruolo di uomo d’esperienza pronto a entrare nei momenti più complicati, offrendo equilibrio, ordine e conoscenza dell’ambiente.
Un ruolo magari meno appariscente, ma estremamente prezioso dentro uno spogliatoio chiamato a risollevarsi psicologicamente prima ancora che tatticamente. Masala è stato una delle figure di riferimento del gruppo, un punto fermo nello spogliatoio e una presenza costante nella quotidianità della squadra.
Con il finale di stagione, il centrocampista ha raggiunto quota 210 presenze ufficiali con la maglia della Torres, entrando al quarto posto assoluto nella classifica storica del club. Un traguardo che certifica non soltanto la sua longevità sportiva in rossoblù, ma anche il forte legame costruito negli anni con Sassari e con i tifosi.
Antonelli, il leader della difesa
Se Masala ha rappresentato l’equilibrio silenzioso, Nicolò Antonelli è stato invece uno dei pilastri tecnici della squadra. Il centrale difensivo ha mantenuto anche in questa stagione il proprio status di riferimento nel cuore della retroguardia, guidando il reparto nei momenti più delicati della corsa salvezza.
Esperienza, personalità e leadership sono state qualità fondamentali nel percorso della squadra allenata da Alfonso Greco. Antonelli ha incarnato lo spirito combattivo della Torres, diventando uno dei simboli della resistenza rossoblù nei mesi più complicati del campionato.
Anche per lui il finale di stagione porta in dote un risultato speciale: con 176 presenze ufficiali, il difensore entra nella Top 10 storica del club, occupando il nono posto della graduatoria assoluta.
Due giocatori entrati nella storia della Torres
Oggi nessuno può dire con certezza se Masala e Antonelli faranno parte del futuro progetto tecnico della Torres. Le valutazioni della società arriveranno nelle prossime settimane, insieme alle prime decisioni sulla nuova stagione.
Ma c’è una verità che non dipende dal mercato, dai contratti o dalle future scelte tecniche: entrambi hanno scritto una pagina importante della storia rossoblù.
In un’annata difficile, conclusa con il sospirato traguardo della salvezza, i due senatori hanno rappresentato molto più di semplici giocatori esperti. Sono stati guide, riferimenti e simboli di appartenenza. E adesso, numeri alla mano, anche la storia ufficiale della Torres consegna loro un posto speciale tra i grandi nomi del club sassarese.
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