La stagione 2025-26 di Mateo Scheffer Bracco avrebbe dovuto rappresentare un passaggio importante nel percorso di crescita del difensore italo-argentino. Classe 2004, terzino destro di proprietà della Carrarese, Scheffer era arrivato alla Torres con l’obiettivo di trovare minuti, continuità e un contesto competitivo nel quale confermare le qualità intraviste nel suo percorso giovanile.
Sassari, per un giovane difensore, poteva essere una vetrina preziosa. La Serie C è un campionato che non regala scorciatoie: fisicità, intensità, duelli, gestione della pressione e capacità di restare dentro la partita per novanta minuti. Tutti ingredienti utili per accelerare la maturazione. Ma il calcio, spesso, cambia trama senza chiedere permesso.
Il passaggio alla Torres e l’infortunio che ha complicato tutto
La prima parte dell’annata alla Torres è stata segnata da un infortunio complicato, capace di frenare sul nascere l’inserimento del giocatore nel gruppo rossoblù. Scheffer ha raccolto appena 6 presenze in campionato e una in Coppa Italia, per un totale di 287 minuti.
Numeri che raccontano più di una semplice statistica. Raccontano una stagione inceppata, una continuità mai trovata, una condizione fisica da rincorrere mentre il calendario correva più veloce di lui. L’ultima apparizione in rossoblù è rimasta lontana nel tempo, prima che il percorso venisse interrotto e il difensore facesse rientro alla base per poi cambiare nuovamente destinazione.
Ospitaletto, la ripartenza che non è decollata
Il trasferimento all’Ospitaletto Franciacorta doveva essere la possibilità di voltare pagina. Un nuovo girone, un nuovo ambiente, una nuova occasione per tornare dentro il campo e cancellare i mesi difficili vissuti in Sardegna. Invece, anche la seconda parte della stagione non ha restituito il rilancio sperato.
Con la maglia dell’Ospitaletto, Scheffer ha messo insieme appena 45 minuti, distribuiti nell’arco di 5 apparizioni. Un dato persino più severo di quello maturato alla Torres: nessuna vera continuità, nessuna possibilità concreta di incidere, nessuna partita pienamente sua. La prossima scelta sarà decisiva. A Scheffer servirà un progetto che gli garantisca fiducia, pazienza e soprattutto campo. In bocca al lupo.
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