La Torres guarda alla stagione 2026-27 partendo da una certezza: Alfonso Greco. Intervenuto ai microfoni del TGR Sardegna, il presidente rossoblù Stefano Udassi ha tracciato un primo bilancio sul percorso del club sassarese, confermando quanto la scelta di proseguire con il tecnico romano rappresenti il punto di partenza dell’intera programmazione.
“La conferma di Greco è la prima pietra sulla quale stiamo programmando la stagione”, ha spiegato Udassi. Una frase che pesa più di uno slogan, perché fotografa con chiarezza l’orientamento della società: non ripartire da zero, ma costruire sopra una base già conosciuta, riconoscibile e condivisa.
La nuova Torres sarà ancora ai nastri di partenza del campionato di Serie C, categoria che richiede equilibrio, struttura, profondità di rosa e identità tecnica. In questo contesto, la permanenza di Greco garantisce continuità di metodo, conoscenza dell’ambiente e un rapporto ormai consolidato con buona parte dello spogliatoio.
Greco, una scelta tecnica e identitaria
Per la società sassarese, confermare Alfonso Greco significa proteggere un capitale tecnico e umano. Il tecnico conosce la piazza, il gruppo, le dinamiche interne e le difficoltà di un campionato dove spesso i dettagli fanno più rumore dei proclami. La sua presenza consente alla Torres di programmare con maggiore lucidità, evitando rivoluzioni improvvisate e puntando su una crescita ragionata.
Udassi ha indicato la continuità tecnica come un aspetto “molto importante”, lasciando intendere che il progetto rossoblù dovrà svilupparsi attraverso scelte coerenti con il lavoro già impostato. In un’estate di valutazioni, rinnovi, partenze e possibili arrivi, avere una guida chiara in panchina diventa una bussola preziosa.
La Serie C è un campionato di gomiti larghi e pazienza corta. Per affrontarlo servono idee, ma anche memoria. Greco offre proprio questo: un linguaggio già assimilato da diversi giocatori e una traccia tattica sulla quale intervenire senza dover ridisegnare tutto da capo.
Il mercato di gennaio come segnale di metodo
Nel corso dell’intervista, Stefano Udassi si è soffermato anche sugli innesti arrivati durante il mercato invernale della scorsa stagione. “A gennaio sono arrivati calciatori funzionali al progetto, tre quattro giocatori che erano ciò che serviva alla squadra”, ha affermato il presidente.
Il concetto chiave è funzionalità. La Torres non sembra voler inseguire nomi da copertina, ma profili utili all’idea tecnica e alle esigenze reali del gruppo. Gli arrivi di gennaio vengono quindi letti come un precedente significativo: non operazioni casuali, ma interventi mirati per correggere, completare e migliorare.
È una linea che potrebbe orientare anche il mercato estivo. La società dovrà rinforzare la rosa, ma senza snaturarla. Servirà aria nuova, certo, ma inserita dentro un telaio già definito. Non fuochi d’artificio, piuttosto bulloni giusti nel punto giusto.
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Affidarsi nuovamente a un tecnico di cui la stessa società ha evidenziato i limiti in passato significa rinnegare qualsiasi pretesa di “crescita”. Non più programmazione lungimirante, bensì una mossa dettata dal risparmio e dalla comodità: si sceglie l’usato sicuro che non avanza pretese sul mercato e si adegua senza fiatare al nuovo mantra della “salvezza tranquilla” Dov’è finita, Udassi, la retorica dell’asticella da alzare? E le continue menzioni ai piani alti della classifica? E le lezioni di ”edilizia sportiva” che ci propinavi: la Serie B come una “casa da costruire mattone dopo mattone”? Le ambizioni? Il progetto di crescita step… Leggi il resto »