Niente annunci roboanti, nessuna promessa lanciata come coriandoli al vento. Nessuna novità sul tema consolidato, in tal senso. Alfonso Greco sceglie ancora una volta la via della concretezza. Intervistato oggi da La Nuova Sardegna, il tecnico romano ha parlato del presente come base autentica per costruire il futuro rossoblù, confermando un rapporto profondo con la città, con l’ambiente e con tutto ciò che il nome Torres rappresenta.
Il messaggio è chiaro: prima di immaginare la squadra del domani, bisogna capire bene cosa tenere dell’oggi. Non per nostalgia, ma per continuità. La Torres 2026-27 dovrà nascere da un equilibrio delicato: conservare l’identità del gruppo e inserire elementi nuovi capaci di portare energia, soluzioni e competitività.
Il valore dell’intesa: “Basta uno sguardo”
Nello stralcio ripreso da Centotrentuno, Greco ha sottolineato un concetto centrale nella costruzione della rosa: il rapporto già consolidato con diversi giocatori. “Con molti ragazzi l’intesa è totale, basta uno sguardo”, ha affermato il tecnico. Una frase semplice, ma molto significativa.
Nel calcio, l’intesa tra allenatore e squadra non si misura soltanto negli schemi o nelle lavagne tattiche. Vive nei dettagli: una posizione corretta prima ancora del richiamo, una lettura condivisa, una reazione immediata nei momenti difficili. Per Greco, questa familiarità rappresenta un capitale tecnico e umano da non disperdere.
Il gruppo storico, o comunque quella parte di rosa già pienamente dentro il suo linguaggio calcistico, potrà diventare fondamentale anche per l’inserimento dei nuovi. In una stagione lunga, l’accoglienza interna pesa quasi quanto la qualità del singolo acquisto. Un nuovo giocatore può avere piede, gamba e curriculum, ma deve trovare rapidamente il codice emotivo dello spogliatoio.
Profili funzionali e aria nuova: la linea del mercato
Greco ha parlato anche della necessità di cercare profili funzionali per “portare aria nuova”. È una definizione non casuale. La Torres non sembra voler inseguire nomi da vetrina, ma giocatori adatti a un’idea tecnica precisa. Funzionale significa utile, compatibile, pronto a inserirsi senza stravolgere.
Qui entrerà in scena il lavoro della società nella costruzione della rosa 2026-27. Serviranno innesti mirati, scelti con ago sottile più che con pennello grosso. La sfida sarà aggiungere qualità senza rompere l’equilibrio, aumentare le alternative senza appesantire il gruppo, rinnovare senza cancellare.
Zero proclami, ma una direzione precisa
Il tratto più evidente delle parole di Alfonso Greco è l’assenza di proclami, un tratto distintivo dell’approccio storico del tecnico che non disegna castelli di carta: ma una strada. La Torres dovrà ripartire dal suo presente migliore: il feeling con Sassari, la conoscenza reciproca, il senso di appartenenza e una base di giocatori già dentro il progetto.
Il futuro rossoblù, dunque, non viene raccontato come una rivoluzione. Piuttosto come una costruzione paziente, mattone dopo mattone, con il presente a fare da fondamenta. E in un calcio spesso affamato di slogan, questa può essere la vera notizia: la nuova Torres vuole crescere senza perdere la propria voce.
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Ci vuole gente ambiziosa
Nuovi soci di maggioranza, via Udassi, via Colombino, via Greco, solo così si può parlare di portare aria nuova.
Ambiente stantio, dopo anni in cui non si fa che regredire.