Per Giuseppe Mastinu, Spezia-Torres non potrà essere semplicemente la prima partita ufficiale della nuova stagione. Quando il capitano rossoblù tornerà a incrociare la formazione ligure in Coppa Italia Serie C, inevitabilmente riaffioreranno ricordi legati a uno dei periodi più importanti della sua carriera.
Lo Spezia rappresenta infatti una tappa fondamentale nel percorso calcistico del centrocampista sassarese. È il club che gli ha consentito di effettuare il grande salto dal calcio dilettantistico alla Serie B, ma soprattutto quello con cui Mastinu ha raggiunto il punto più alto della propria carriera: la promozione in Serie A e il successivo debutto nella massima categoria.
Un viaggio costruito senza scorciatoie, partendo dai campi della Sardegna e arrivando fino al palcoscenico più prestigioso del calcio italiano.
Dalla Serie D allo Spezia
Nato a Sassari il 9 ottobre 1991, Mastinu aveva costruito la prima parte della propria carriera tra Arzachena, Budoni e Olbia. Proprio le prestazioni offerte con i bianchi galluresi convinsero lo Spezia a puntare su di lui nell’estate del 2016.
Per Mastinu fu un autentico salto nel vuoto, ma anche l’occasione inseguita per anni. Dalla Serie D si ritrovò direttamente in Serie B, senza passare dalla terza serie. Il debutto ufficiale con gli Aquilotti arrivò nell’agosto 2016 in Coppa Italia contro il Modena, mentre il 20 settembre successivo fece il proprio esordio nel campionato cadetto contro il Trapani.
Quella che inizialmente poteva sembrare una scommessa diventò progressivamente una storia lunga quasi cinque anni. Con la maglia dello Spezia Mastinu raccolse oltre sessanta presenze in campionato, realizzando sette reti e trovando spazio in differenti posizioni grazie al suo mancino e alla capacità di interpretare più ruoli tra centrocampo e trequarti.
La promozione che cambia tutto
Il momento destinato a rimanere scolpito nella memoria arriva nella stagione 2019-2020. Lo Spezia allenato da Vincenzo Italiano completa una cavalcata storica, supera i playoff e conquista per la prima volta la promozione nella massima serie.
Mastinu fa parte di quel gruppo e partecipa anche alla decisiva finale playoff contro il Frosinone, entrando nella gara di ritorno disputata al Picco il 20 agosto 2020. Nonostante la sconfitta per 1-0, il risultato complessivo consente agli Aquilotti di festeggiare l’approdo in Serie A.
Per il calciatore sassarese è il coronamento di una scalata cominciata molto lontano dai riflettori: Serie D, Serie B e infine Serie A.
Il 5 dicembre 2020 arriva il sogno della Serie A
La soddisfazione più grande arriva pochi mesi più tardi. Il 5 dicembre 2020, nella partita tra Spezia e Lazio, Mastinu entra nel finale al posto di M’Bala Nzola.
Sono pochi minuti, ma sufficienti per scrivere una pagina indelebile della sua storia personale: a 29 anni Giuseppe Mastinu debutta in Serie A. Un traguardo particolarmente significativo proprio perché raggiunto dopo una lunghissima gavetta iniziata nei dilettanti sardi.
Successivamente arriveranno altre occasioni nella massima categoria, tra cui quella contro l’Inter a San Siro. Nel gennaio 2021 la sua avventura allo Spezia termina con il trasferimento al Pisa, aprendo un nuovo capitolo della carriera.
Ora torna da capitano della Torres
Oggi lo scenario è completamente diverso. Mastinu è il capitano della Torres, uno dei simboli della squadra di Alfonso Greco e uno degli uomini chiamati a trasmettere esperienza e personalità a un gruppo che si prepara ad affrontare una nuova stagione di Serie C.
La fascia rappresenta il punto d’arrivo di un altro percorso profondamente legato alla sua terra. Dal suo arrivo a Sassari nell’agosto 2023, il centrocampista è diventato progressivamente uno dei riferimenti tecnici dello spogliatoio rossoblù. La società ha inoltre lavorato nelle ultime settimane per prolungare ulteriormente il rapporto con il giocatore, con una prospettiva che arriva fino alla stagione 2028-29.
Seguici su
Aggiungi calciotorres.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

