La nuova stagione di Serie C prende forma anche attraverso le scelte compiute dalle società per le rispettive panchine. Il quadro non è ancora del tutto completo, ma il tradizionale valzer estivo degli allenatori è ormai vicino alla conclusione e permette di tracciare un primo bilancio.
Le squadre ancora prive di una guida tecnica sono due: Foggia e Cosenza. Il club pugliese deve attendere la definizione della procedura di riammissione prima di formalizzare nuovi contratti, mentre la società calabrese sta vivendo un’estate complessa, segnata dalle trattative per il passaggio di proprietà e dalle questioni relative all’utilizzo dello stadio.
Il numero delle caselle vuote è identico a quello registrato nello stesso periodo della scorsa estate. A cambiare, però, è la distribuzione tra tecnici confermati e nuovi arrivati.
Più cambi in panchina, ma senza ringiovanimento
Nella passata stagione erano stati confermati 31 allenatori, mentre 27 rappresentavano delle novità. Quest’anno la proporzione si è ribaltata: i nuovi tecnici sono 30, a fronte di 28 permanenze. Il turnover risulta dunque leggermente più elevato, ma non coincide con un reale processo di ringiovanimento.
Un anno fa l’età media degli allenatori confermati era pari a 50,6 anni, mentre quella dei nuovi arrivati si fermava a 46,8. Il cambio di guida tecnica portava quindi, nella maggior parte dei casi, a una soluzione anagraficamente più giovane.
Nel nuovo campionato, invece, i confermati raggiungono una media di 52,5 anni e i nuovi allenatori salgono a 49,5. Entrambi i valori aumentano, mentre la distanza tra le due categorie si riduce a tre anni. Cambiare tecnico, insomma, non significa più necessariamente scegliere un profilo emergente.
L’età media sfiora i 51 anni
Considerando l’intero gruppo degli allenatori, l’età media della nuova Lega Pro arriva quasi a 51 anni, rispetto ai 48,8 della stagione precedente. Sul dato incidono alcuni tecnici di lunga esperienza chiamati a guidare società con ambizioni importanti.
Attilio Tesser, nuovo allenatore della Reggiana, e Serse Cosmi, confermato alla Salernitana, hanno entrambi 68 anni. Sono due profili scelti da piazze che puntano a rientrare rapidamente in Serie B e che, proprio per questo, hanno preferito affidarsi a tecnici abituati a gestire campionati difficili e ambienti esigenti.
Il decano assoluto è però Paolo Indiani, confermato sulla panchina del Grosseto a 71 anni. Sul versante opposto figurano Alessandro Formisano, 35 anni e approdato al Savoia, e Leandro Greco, 39 anni, scelto dal Crotone. Come si posiziona la Torres in questo frangente? Alfonso Greco, 57 anni, ha da poco firmato il prolungamento del contratto con i sassaresi nel segno della continuità tecnica e sportiva.
Un nuovo allenatore su cinque è al debutto
Nonostante la preferenza generale per l’esperienza, la Serie C continua a offrire spazio anche a tecnici alla prima occasione alla guida di una prima squadra. Su trenta nuovi allenatori, sei non avevano mai ricoperto questo ruolo.
Si tratta di Ledian Memushaj all’Altamura, Nicola Beati all’Atalanta Under 23, Alessio Gambirasio alla Giana Erminio, Roberto Musso al Cittadella, Antonio Giosa alla Pergolettese e Andrea Gennari alla Vis Pesaro. In termini percentuali, i debuttanti rappresentano il 20% dei nuovi incarichi, vale a dire un tecnico su cinque.
Tutti arrivano da percorsi sviluppati come viceallenatori o responsabili di settori giovanili. La porta verso la prima squadra resta dunque aperta, ma appare più stretta rispetto alla tendenza generale del campionato.
La Serie C recupera anche tecnici rimasti fermi
Accanto ai debuttanti trovano spazio diversi allenatori che tornano in panchina dopo periodi di inattività. Massimo Rastelli riparte dal Bari dopo quasi tre anni, Marco Zaffaroni dall’AlbinoLeffe e Daniele Bonera dalla Pro Vercelli dopo pause di circa un anno e mezzo.
Il ritorno dal maggiore peso emotivo è quello di Cristiano Lucarelli, nuovamente alla guida del Livorno otto anni dopo la precedente esperienza da tecnico. L’ex attaccante ritrova la piazza nella quale era diventato un simbolo e aveva conquistato il titolo di capocannoniere della Serie A.
La terza serie continua a fidarsi dell’esperienza
Il quadro complessivo restituisce una Serie C caratterizzata da un ricambio più marcato, ma non da un’autentica rivoluzione generazionale. I club cambiano allenatore, recuperano tecnici rimasti lontani dal campo e promuovono alcuni esordienti, ma l’identikit prevalente resta quello di un professionista con molte stagioni alle spalle.
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