La nuova Torres non nascerà da un foglio bianco. Anzi, nelle parole più recenti di Alfonso Greco c’è un concetto molto chiaro: il futuro rossoblù dovrà poggiare sul presente, su quel gruppo di giocatori che il tecnico conosce profondamente e che, a sua volta, conosce ormai alla perfezione il suo modo di intendere il calcio.
Greco ha parlato dello “zoccolo duro” come di una componente fondamentale nella costruzione della prossima stagione. Non una formula di circostanza, ma un’indicazione precisa. Ci sono calciatori con cui l’intesa è talmente consolidata da permettere una comunicazione quasi istintiva, “con uno sguardo”, come ha sottolineato lo stesso allenatore. In un campionato lungo e pieno di curve strette, questa familiarità può rappresentare un vantaggio non banale.
La Torres 2026-27 dovrà dunque ripartire da una base riconoscibile, fatta di esperienza comune, abitudini tattiche, conoscenza dell’ambiente e senso di appartenenza. È il patrimonio invisibile di una squadra: non compare nei tabellini, ma spesso decide la solidità di un progetto.
I senatori rossoblù: chi conosce davvero Sassari e Greco
Il nucleo storico della Torres è numericamente consistente. Tra i giocatori con la più lunga militanza in rosa ci sono Nicolò Antonelli, Alessandro Masala e Adama Diakité, tutti a Sassari dal 2021. Tre profili diversi, ma accomunati da un percorso ormai lungo dentro l’universo rossoblù.
Dal 2022 c’è Matteo Liviero, altro elemento che ha vissuto stagioni importanti e che conosce bene dinamiche, pressioni e aspettative della piazza. Dal 2023, invece, fanno parte del gruppo giocatori come Cristian Fabriani, Daniele Giorico, Riccardo Idda, Giuseppe Mastinu, Giacomo Zecca e Andrea Zaccagno. Una dorsale ampia, che attraversa reparti diversi e offre al tecnico un serbatoio di certezze su cui lavorare.
Non si tratta soltanto di anzianità di servizio. Essere parte dei “senatori” significa aver assimilato linguaggio, richieste, ritmi e responsabilità. Significa sapere cosa chiede Greco nei momenti in cui la partita si sporca, quando la lavagna tattica finisce nel cassetto e contano carattere, lucidità e memoria collettiva.
Carta d’identità, motivazioni e condizioni fisiche: le valutazioni necessarie
La continuità, però, non può trasformarsi in automatismo. La società dovrà valutare ogni situazione individuale con attenzione, tenendo conto di tre fattori centrali: carta d’identità, condizioni fisiche e motivazioni.
Alcuni elementi del gruppo storico hanno garantito presenza, esperienza e affidabilità, ma la costruzione di una rosa competitiva richiede lucidità. Ogni conferma dovrà essere pesata in base al rendimento atteso, alla sostenibilità tecnica e alla reale fame di ripartire. Il passato è una fondamenta, non una poltrona. Nel calcio, chi ha dato molto deve poter dimostrare di avere ancora carburante, testa e gambe per affrontare una nuova stagione da protagonista.
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