L’ex rossoblù Marco Sanna, che nelle scorse settimane ha concluso il suo rapporto professionale da tecnico con il club sassarese, si è raccontato nel corso del podcast proposto da Sport Management Tips.
Nel corso dell’intervista, Sanna ha ripercorso gli ultimi anni vissuti nel settore giovanile della Torres, soffermandosi sul significato umano dell’esperienza e sul valore della formazione calcistica. Un racconto lontano dalle polemiche, costruito più sui ricordi e sulle relazioni che sui risultati puramente numerici.
Sanna ha sottolineato come la sua grande forza, per costruire la carriera nel calcio professionistico, sia stata la “fame di arrivare” moltiplicando gli sforzi senza fossilizzarsi sugli ostacoli.
Il legame con la Torres e la crescita dei giovani
Per Marco Sanna, la Torres non è mai stata una semplice squadra. È una parte identitaria della sua carriera sportiva e personale. Da calciatore prima e da allenatore poi, il tecnico sassarese ha sempre mantenuto un legame forte con il club della sua città.
Nell’intervista emerge chiaramente l’orgoglio per il lavoro svolto con i ragazzi della Primavera. Sanna ha sottolineato quanto il calcio giovanile rappresenti una palestra educativa prima ancora che sportiva. Allenare giovani calciatori significa infatti accompagnarli in una fase delicata della crescita, fatta di entusiasmo ma anche fragilità.
L’ex giocatore rossoblù ha evidenziato soprattutto l’importanza della mentalità, del rispetto delle regole e della capacità di affrontare le difficoltà. Temi che nel calcio moderno rischiano spesso di passare in secondo piano rispetto alla ricerca immediata del risultato.
Un’esperienza intensa tra settore giovanile e prima squadra
Durante la sua esperienza recente, Sanna ha vissuto anche un breve passaggio sulla panchina della prima squadra della Torres in qualità di tecnico ad interim dopo l’esonero di Michele Pazienza. Un momento complesso che il club gli aveva affidato proprio per il suo profondo senso di appartenenza alla realtà sassarese.
Nel video, l’allenatore parla con lucidità delle difficoltà incontrate nel lavoro quotidiano e delle responsabilità che comporta guidare giovani calciatori in una realtà professionistica. Nessun rancore, piuttosto la consapevolezza di aver attraversato una fase importante della propria carriera.
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Un professionista esemplare e un esempio vivente dentro e fuori dal campo ,profondo conoscitore della materia…c’è ne fossero…
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