Dal girone della Torres. Perugia, l’amarezza di Giovanni Tedesco

Giovanni Tedesco annuncia la volontà di lasciare il Perugia dopo il caso legato alla trattativa con Arena Curi: amarezza per il tecnico e futuro da ricostruire.

Giovanni Tedesco, allenatore del Perugia
Giovanni Tedesco, allenatore del Perugia

Un addio carico di amarezza, maturato al termine di settimane segnate dalle tensioni societarie. Giovanni Tedesco ha deciso di lasciare il Perugia, prossimo avversario della Torres nel girone B, comunicando la propria volontà dopo l’amichevole disputata contro il Bastia.

Il tecnico non avrebbe intenzione di attendere ulteriori sviluppi legati alla proprietà del club e alle trattative per una possibile cessione. La vicenda che ha definitivamente incrinato il rapporto riguarda la presunta richiesta avanzata dal gruppo Arena Curi di procedere al suo esonero come condizione dell’operazione per l’acquisizione della società.

Una clausola che Tedesco ha interpretato come una profonda mancanza di rispetto, soprattutto considerando il suo legame personale e professionale con i colori biancorossi.

“Voglio finire senza polemiche”

Nelle dichiarazioni riportate dal Corriere dell’Umbria, l’allenatore ha manifestato la volontà di chiudere la propria esperienza con dignità, evitando ulteriori scontri.

Tedesco ha spiegato di voler parlare con il direttore generale Mauro Borras e con le persone che gli sono state vicine, annunciando anche una successiva conferenza stampa. Il suo obiettivo sarebbe quello di salutare pubblicamente la città e i tifosi, senza trascinare la vicenda in una lunga coda polemica.

Il tecnico ha però lasciato emergere tutta la propria amarezza: “Mi sembra inutile continuare“. Parole che rendono evidente come, al di là degli aspetti contrattuali, sia venuta meno la serenità necessaria per guidare la squadra.

Il caso della clausola Arena Curi

La proposta presentata dal gruppo interessato all’acquisto del Perugia Calcio avrebbe previsto l’esonero immediato di Tedesco a carico dell’attuale proprietà. L’offerta era stata successivamente respinta dal presidente Javier Faroni, anche per le condizioni economiche e i tempi particolarmente ristretti indicati dai potenziali compratori.

Nonostante il mancato passaggio di proprietà, la posizione dell’allenatore era rimasta inevitabilmente segnata. Tedesco ha definito la vicenda un “giochino senza senso”, contestando anche le voci relative al peso economico del proprio contratto.

Il tecnico era stato confermato ufficialmente per la stagione 2026-27, con un accordo valido fino al 30 giugno 2027. Da calciatore aveva collezionato 183 presenze e 25 reti con il Grifo, diventando uno dei capitani più rappresentativi della storia recente del club.

Un legame che va oltre il contratto

Per Perugia non guardo i soldi“, ha sottolineato Tedesco, respingendo l’immagine di un allenatore legato alla panchina soltanto per ragioni economiche. Il suo ritorno era stato accompagnato da un forte coinvolgimento emotivo: il tecnico aveva più volte raccontato che allenare il Perugia rappresentava uno dei grandi obiettivi della sua carriera.

Proprio per questo la conclusione appare ancora più dolorosa. Tedesco lascia, o si prepara a farlo, non per una questione strettamente tecnica, ma perché ritiene di essere stato coinvolto in una partita societaria nella quale il suo nome sarebbe stato utilizzato senza il dovuto rispetto.

Redazione

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