Il Perugia prova a isolarsi dal rumore che circonda il futuro societario. Alla vigilia della trasferta contro il Guidonia Montecelio, Aimo Diana ha affrontato inevitabilmente il tema del closing, ma ha subito tracciato una linea netta: le questioni societarie esistono, vengono percepite dallo spogliatoio, ma non devono diventare un alibi.
“In questo momento il nostro problema non è la società“, ha spiegato il tecnico biancorosso, sottolineando come squadra e staff stiano lavorando regolarmente e dispongano di tutto il necessario sul piano sportivo. Diana ha inoltre ribadito la propria fiducia in Alessandro Gaucci e nelle persone impegnate a trovare una soluzione definitiva al passaggio societario.
Un closing che continua a slittare
Il contesto, però, resta delicato. Il passaggio di proprietà del Perugia ha già attraversato diversi rinvii dopo l’accordo preliminare firmato ad agosto. Il closing, inizialmente atteso per settembre e successivamente indicato per il 23 ottobre, non si è ancora concretizzato, mentre nelle ultime settimane sono emersi nuovi interlocutori e nuovi slittamenti.
Proprio per questo Diana ha scelto di spostare l’attenzione sul terreno di gioco, dove il Perugia deve correggere diversi aspetti.
Diciassette gol subiti preoccupano Diana
Il tecnico non ha nascosto il fastidio per la recente sconfitta contro il Pescara, maturata in una gara nella quale il Perugia ritiene di aver pagato soprattutto errori individuali e alcuni passaggi a vuoto.
Il dato che preoccupa maggiormente è quello dei 17 gol subiti, giudicati troppi dallo stesso Diana a questo punto del campionato. Il tecnico ha però escluso responsabilità esclusivamente difensive, richiamando l’intera squadra a una migliore gestione delle diverse fasi della partita.
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