Ci sono partite che non prevedono pallone, avversari o novanta minuti. Daniele Sorrentino si prepara ad affrontarne una di queste. L’attaccante della Torres, costretto a fermarsi per il problema al ginocchio, ha affidato ai social un lungo pensiero nel quale paura e determinazione finiscono per camminare fianco a fianco.
Il numero 90 rossoblù non nasconde le proprie sensazioni davanti all’intervento e ai mesi che lo separeranno da ciò che più ama fare. Parla apertamente del timore del dolore e delle giornate nelle quali non potrà scendere in campo. Poi, però, sposta immediatamente lo sguardo più lontano: “La paura c’è. Ma il sogno è più grande”.
Dalla Promozione alla Serie C, una carriera costruita centimetro dopo centimetro
Il messaggio diventa soprattutto un viaggio nella carriera di Sorrentino. L’attaccante ricorda quando giocava in Promozione, quando determinati traguardi sembravano quasi irraggiungibili e quando il calcio significava anche campi complicati, porte chiuse e momenti nei quali la tentazione di mollare diventava concreta.
È proprio lì che trova oggi il carburante per affrontare la riabilitazione. Sorrentino rivendica di non essere arrivato nel professionismo per caso: dietro il presente ci sono sacrifici, rinunce, critiche e continue prove da superare, prima ancora con sé stesso che con gli altri.
Una carriera salita gradino dopo gradino, senza ascensori. E forse proprio questo percorso rende ancora più pesante lo stop, ma contemporaneamente offre all’attaccante gli strumenti per affrontarlo.
Il pensiero alla famiglia e a chi è rimasto nei momenti difficili
Nelle parole del giocatore della Torres occupa uno spazio centrale soprattutto la famiglia. Sorrentino ringrazia chi lo ha aiutato dopo le cadute, chi ha creduto nel suo percorso quando lui stesso faticava a farlo e chi ha rinunciato a qualcosa per permettergli di continuare a inseguire il proprio obiettivo.
Il pensiero va anche alle persone rimaste accanto a lui quando non c’erano gol da celebrare o risultati da festeggiare. È forse il passaggio più intimo del messaggio: il calcio raccontato non attraverso reti e classifiche, ma attraverso le mani tese nei momenti in cui i riflettori erano spenti.
“Adesso non posso mollare”
Per la Torres l’assenza di Sorrentino rappresenta un problema sportivo importante, ma per il calciatore comincia adesso una partita molto più personale. L’intervento, la riabilitazione, i piccoli progressi quotidiani e infine il ritorno sul terreno di gioco.
Nel suo messaggio non c’è la promessa che sarà semplice. Al contrario, Sorrentino ammette la paura e proprio per questo le sue parole assumono ancora più forza.
Il punto di partenza è lo stesso che lo aveva portato dalla Promozione alla Serie C: continuare quando fermarsi sembrerebbe la soluzione più facile. Stavolta il traguardo non è un gol. È tornare a indossare quella maglia con il 90 sulle spalle.
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