Zecca: “A Sassari lo stadio è come un’arena di gladiatori. ‘Ajò Torres Ajò’ è un grido di battaglia”

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano piacentino "Libertà", l'esterno rossoblù ha raccontato la sua vita da sportivo e l'affetto che prova verso la squadra rossoblù

Giacomo Zecca (Foto d'archivio. Credits: Alessandro Sanna)
Giacomo Zecca (Foto d'archivio. Credits: Alessandro Sanna)

Lo stadio qui è come un’arena di gladiatori: i tifosi cantano in sassarese “Ajò Torres Ajò”: è come un grido di battaglia, il calcio è una questione che va oltre il pallone.” In una lunga intervista rilasciata domenica al quotidiano di Piacenza “Libertà“, l’esterno rossoblù Giacomo Zecca ha ripercorso le tappe della sua carriera calcistica, descrivendo l’affetto che prova per la Torres e la sua vita semplice da antidivo, che influenza anche il suo modo di vivere lo sport.

Nel calcio di oggi sei un nomade: valigie pronte ogni sei mesi, viavai di facce, stanze, tifosi“, ha esordito il giocatore piacentino, nell’intervista di Paola Brianti. “Invece, negli ultimi due anni, ho vestito solo due maglie: Cesena e Torres. Mi affeziono alle squadre, alla gente e le squadre si affezionano a me. Mi dicono che sono un calciatore atipico perché non faccio il fenomeno: altro che Mykonos e Ibiza, preferisco andare in Trebbia [fiume del piacentino, ndr]“.

Mi porto dietro le abitudini, l’accento, il dialetto che si parla a casa e qualche imprecazione che uso qui come “vatlatò”; poi quattro-cinque coppe piacentine dop che regalo ai fisioterapisti della Torres in cambio di salsicce o formaggi sardi“, ha proseguito il giocatore, che poi ha esaltato i benefici di una passeggiata al mare, che è distante da Sassari solo venti chilometri. “Se la giornata è stata storta, comunque, mi basta sedermi sulla sabbia con un libro, le parole crociate e un po’ di musica per rimettere a posto i pensieri. Il mare regala una serenità che dovrebbero provare tutti; somiglia molto al Trebbia.”

Seguo le regole ogni giorno, tutti i giorni, solo dopo la partita mi concedo uno strappo: colazione con due cornetti alla crema”, ha concluso Zecca sulla sua vita da sportivo. “Sperimento su di me quello che ho studiato: ho una laurea in Scienze Motorie e sto frequentando la magistrale in Nutrizione, perché la Serie C permette di mettere via qualcosa, ma non sistema per la vita. A 38 anni i giochi sono chiusi e bisogna reinventarsi: io vorrei occuparmi della salute degli sportivi; oltre ai libri, avrò un megatirocinio di vent’anni sul campo“. (L’intervista completa si può leggere fra le storie del profilo Instagram @jack.zecca)

 

 

 

Redazione

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1 mese fa

Vai Giacomo sei un grande 💪❤️👍❤️⚽💙

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1 mese fa

Torres,zecca..non serve aggiungere altro!

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1 mese fa

Arena gladiatori 🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

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1 mese fa

Max 😂😂😂😂😂

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1 mese fa

❤️💙🍀

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1 mese fa

Grande GIACOMO ZECCA❤️💙

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1 mese fa

Grandissimo Giacomo Zecca❤️💙

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1 mese fa

Grande Giacomo 💪

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1 mese fa

Jack uno di noi ♥️💙

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1 mese fa

Ajò ❤️ 💙

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