“La trattativa è nata da una chiamata che il direttore sportivo [Andrea Colombino, ndr] ha fatto al mio agente: da anni il direttore mi conosceva e mi stimava: il tempo di una chiamata e mi sono convinto.” Giovedì mattina, il nuovo difensore rossoblù, Mattia Scaringi, ha spiegato durante la sua presentazione in conferenza stampa com’è nata la decisione di giocare nella Torres e perché ha scelto Sassari per la prossima stagione.
“Quando quest’anno ho visto che c’era ancora un forte interesse da parte del direttore, ho sentito molta fiducia. Ci siamo sentiti ed è stato abbastanza semplice scegliere perché la prima cosa che dobbiamo sentire è la fiducia”, ha spiegato il giocatore, arrivato in Sardegna con la formula del prestito secco dalla Cremonese. “Ma mi sono convinto anche perché è una piazza storica e importante, che risale ad annate importanti, quindi è stata una scelta abbastanza semplice, che ho preso con convinzione”.
“Per le mie caratteristiche, penso di essere un difensore dinamico e veloce, che ama coprire la profondità negli spazi larghi e fa della fisicità il suo punto forte“, ha proseguito Scaringi. “Il calcio mi appassiona tanto, anche fuori dal campo. Se posso, vado a vedere giocatori da cui prendere spunto. Sono molto concentrato sul migliorarmi, per le ambizioni che ho“.
“Ravenna [dove ha giocato lo scorso anno, ndr] è stata per me uno step di crescita, nonostante anche l’anno precedente alla Giana Erminio abbiamo fatto qualcosa di straordinario“, ha raccontato il difensore. “Ma arrivare in una società come quella romagnola, con storia, è stato importante, perché c’erano delle aspettative alte, eravamo comunque primi in classifica fino a gennaio. Mi ha formato sotto tanti aspetti, perché quando si gioca per vincere entrano in campo tante dinamiche come la pressione, e quindi mi ha formato molto, ho fatto davvero tanta esperienza”.
Un focus sul suo ruolo. “Nella mia carriera ho impiegato per più tempo la posizione di braccetto, indistintamente destro o sinistro (più destro, essendo di piede destro). Però ho fatto spesso anche il centrale, soprattutto quando ero alla Giana e mi ci sono trovato bene, magari anche per le mie caratteristiche. Ho fatto anche il terzino, all’occorrenza, ma principalmente sono un centrale o un braccetto. Prima della partita vado a vedere gli avversari, anche se sono sempre sicuro delle mie caratteristiche. Adesso con i video abbiamo più informazioni ed è importante sapere chi si va ad affrontare. Poi essendo il mio terzo anno in C inizio ad avere anche una conoscenza dei giocatori“.
“Nel mio primo anno in C ho giocato a Novara, poi a metà anno sono andato a Olbia, voluto da un allenatore che poi è stato esonerato“, ha concluso Scaringi ricordando la sua precedente esperienza in Sardegna. “Ma è stato un anno di inizio fra i professionisti (venivo dalla Serie D), per cui era stato un anno di transizione. Secondo me tutto fa esperienza, comunque si fa conoscenza con delle persone nell’ambiente che poi rimangono. Le esperienze negative fortificano anche più delle positive“.
(La conferenza completa è visibile sul sito del club: seftorrescalcio.it)
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