Women Torres, Scriboni: “Costruire le basi per tornare tra le grandi”

Il direttore sportivo della Women Torres Paolo Scriboni traccia il bilancio della stagione e guarda al futuro.

La stagione 2025-26 della Women Torres si è chiusa con il raggiungimento dell’obiettivo principale: la permanenza in Serie C femminile. Un traguardo conquistato con largo anticipo rispetto alla conclusione del campionato e che rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio, destinato a svilupparsi nei prossimi anni.

A tracciare il bilancio dell’annata è stato il direttore sportivo Paolo Scriboni, arrivato a Sassari con il compito di rilanciare una società che continua a rappresentare una delle realtà più prestigiose della storia del calcio femminile italiano. La squadra ha chiuso il campionato al nono posto del girone A, ma secondo il dirigente il valore del percorso non può essere misurato esclusivamente dalla classifica. Scriboni è stata intervistata dal portale calciofemminileitaliano.it.

L’ambizione di riportare la Torres ai vertici

Le parole di Scriboni delineano con chiarezza le ambizioni del club rossoblù. Il dirigente non nasconde infatti la volontà di riportare gradualmente la Torres nelle categorie che più si addicono alla sua storia.

La società sassarese resta infatti la squadra più titolata del calcio femminile italiano, con numerosi Scudetti, Coppe Italia, Supercoppe e partecipazioni alla Women’s Champions League, un patrimonio sportivo che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutto il movimento nazionale.

L’obiettivo dichiarato è chiaro: costruire le basi affinché nel giro di un paio d’anni la Torres possa tornare a occupare un posto di rilievo nel panorama calcistico femminile.

Giovani, esperienza e identità rossoblù

Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la valorizzazione delle giovani calciatrici. Scriboni ha evidenziato la volontà di costruire una rosa capace di unire entusiasmo e freschezza con l’esperienza di alcune figure di riferimento.

Tra queste spicca il capitano Veronica Sotgiu, indicata come esempio di attaccamento alla maglia, leadership e spirito di sacrificio. Accanto alle giocatrici più esperte, la società continuerà a puntare sulle giovani, considerate il vero patrimonio per il futuro del club.

La sfida del calcio femminile in Sardegna

Nel suo intervento il direttore sportivo ha affrontato anche il tema dello sviluppo del calcio femminile sardo, sottolineando la necessità di creare condizioni sempre più favorevoli affinché le giovani talentuose dell’Isola possano trovare opportunità di crescita senza essere costrette a trasferirsi altrove.

Secondo Scriboni, indossare la maglia della Torres deve tornare a essere motivo di orgoglio per le ragazze sarde, contribuendo a rafforzare il legame tra territorio, settore giovanile e prima squadra.

Redazione

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