Un’asta è andata deserta, senza alcuna offerta per rilevare il ramo sportivo della Ternana. Così, martedì sera, si è affacciata l’ipotesi di indire una nuova asta: i tesserati rossoverdi stanno sottoscrivendo accordi per ridurre il loro credito (si parla di una diminuzione del 66%), abbassando così il monte debitorio del club e sperando che, viste le nuove condizioni, un imprenditore o una cordata si faccia avanti per salvare la società sportiva. L’incerto futuro degli umbri, palesemente critico, potrebbe incrociarsi anche con quello della Torres.
Il fallimento della Ternana
La Ternana non è fallita nei giorni scorsi: è fallita prima della conclusione del campionato. La famiglia Rizzo, proprietaria del club, l’aveva messa in liquidazione volontaria, ma un paio di creditori hanno presentato un’istanza, così la liquidazione è diventata giudiziale e la Ternana ha potuto terminare il torneo.
Lo scorso martedì alle 12 scadeva il termine per la presentazione delle offerte alla curatela giudiziaria per preservare il club calcistico: non ce ne sono state, perché, per inoltrare la propria proposta, una cordata a cui si stava lavorando da settimane – ammesso che sia davvero esistita – chiedeva che i calciatori accettassero una riduzione dei loro crediti. Non tutti si sono mostrati favorevoli. E ancora oggi, dopo che molti hanno deciso di firmare gli accordi di conciliazione, ci sono indecisi.
Stando a quanto riporta “La Nazione”, la prossima settimana il Tribunale dovrà decretare se la nuova situazione possa portare a una nuova asta, che rappresenterebbe per le Fere l’ultimo tentativo di mantenere la categoria e quindi di giocare il prossimo anno in Serie C.
La situazione regolamentare
Affinché si mantenga il titolo sportivo, bisognerà infatti che ci siano offerte per rilevare il ramo della società eventualmente di nuovo messo all’asta. Ma non è detto che ci siano imprenditori interessati a una società i cui debiti sono pesanti e il cui futuro nella categoria partirebbe comunque da una penalizzazione significativa (si parla di oltre dieci punti). Finora non si è fatto avanti nessuno. Ed è certamente un cattivo segno.
Nel caso in cui non si riuscisse a salvare il titolo sportivo, per quanto riguarda la Ternana, la squadra dovrebbe ripartire dall’Eccellenza (al massimo dalla Serie D).
Per quanto riguarda la Lega Pro, invece, si libererebbe un posto per una riammissione, a cui possono avanzare pretese le squadre retrocesse dalla Serie C 2025/2026, in ordine di punteggio.
Cosa cambia per la Torres
Nel caso in cui si aprissero le riammissioni e la Torres fosse retrocessa, sarebbe la prima ad essere riammessa. I punteggi nelle graduatorie dei tre Gironi vedono infatti: Torres 36 punti, Bra 32, Foggia 27 e poi tutte le altre (nel Girone B, che vede 19 squadre partecipanti per l’esclusione del Rimini, ci sarebbe anche da applicare un coefficiente per i punti conquistati, ma per questa graduatoria sarebbe irrilevante).
L’ufficialità della riammissione arriverebbe a luglio, quando è prevista la scadenza per presentare le domande da parte dei club.
Considerata la situazione in divenire, è quindi certamente auspicabile che la Torres si salvi sul campo, sabato sera, nel ritorno di un playout che è alla portata dei sassaresi. Mastinu e compagni potranno contare rispetto al Bra su un doppio vantaggio: il gol di scarto con cui hanno vinto all’andata e il miglior piazzamento nella stagione regolare. Oltre al calore del proprio pubblico, in un “Vanni Sanna” che potrebbe diventare una bolgia.
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