Il derby tra Sambenedettese e Ascoli continua a far parlare, ma lontano dal rettangolo verde. Dopo i disordini avvenuti lo scorso 4 marzo, sono arrivati i primi provvedimenti: sette tifosi rossoblù sono stati colpiti da DASPO della durata di un anno.
Una decisione presa dal Questore di Ascoli Piceno al termine delle indagini avviate immediatamente dopo la gara, segnata da tensioni e comportamenti pericolosi sugli spalti.
Bombe carta e fumogeni: la ricostruzione dei fatti
Al centro degli episodi contestati, il lancio di bombe carta, bengala e fumogeni da parte della Curva Nord della Sambenedettese, in segno di protesta dopo la sconfitta nel derby.
Unāescalation che ha trasformato la delusione sportiva in un problema di ordine pubblico, accendendo i riflettori sulla sicurezza negli stadi. Scene che, come scintille fuori controllo, hanno richiesto lāintervento delle autoritĆ per riportare ordine e legalitĆ .
Indagini della Digos e controlli ancora in corso
Le indagini sono state condotte dalla Digos, con il supporto del Gabinetto provinciale della Polizia scientifica, che ha lavorato per identificare i responsabili attraverso immagini e riscontri tecnici.
Il lavoro delle Forze dellāOrdine, però, non si ferma qui. LāattivitĆ investigativa prosegue per individuare altri soggetti coinvolti negli episodi, con lāobiettivo di applicare ulteriori sanzioni previste dalla normativa sulla sicurezza negli impianti sportivi.
Sicurezza negli stadi: tolleranza zero
Il caso legato alla Sambenedettese rappresenta un nuovo segnale della linea dura adottata contro comportamenti pericolosi sugli spalti. Il DASPO, misura che impedisce lāaccesso agli stadi, si conferma uno strumento centrale nella lotta contro la violenza nel calcio.
In un contesto dove la passione dovrebbe essere festa, episodi come questi ricordano quanto sia sottile il confine tra tifo e illegalità . E quanto sia necessario, oggi più che mai, difendere il calcio dentro e fuori dal campo.
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