Torres, messaggio di inclusione alla scuola Pasquale Tola

Don Gaetano Galia incontra oltre 120 studenti dell’Istituto Pasquale Tola di Sassari per parlare di pace, inclusione e lotta al bullismo.

La mattinata trascorsa all’Istituto Comprensivo Pasquale Tola di Sassari ha assunto i contorni di una vera lezione di vita. Nella sede di via Montegrappa 81, più di 120 studenti della scuola secondaria hanno partecipato a un incontro ricco di spunti, suddivisi in due gruppi per permettere un dialogo diretto con l’ospite d’eccezione: Don Gaetano Galia. L’iniziativa, inserita nel progetto regionale “Futuri in gioco”, ha offerto ai giovani un’occasione per riflettere su temi sempre più centrali nella quotidianità degli adolescenti, dalla gestione dei conflitti alla necessità di costruire relazioni basate sull’empatia.

Contrasto alla discriminazione

Sin dai primi minuti, è emerso un forte coinvolgimento. Gli studenti hanno rivolto a Galia numerose domande, mostrando interesse verso i messaggi condivisi. Il sacerdote ha sottolineato l’importanza di contrastare qualsiasi forma di discriminazione, soprattutto in un periodo storico segnato da tensioni internazionali che rendono ancora più urgente un impegno concreto per la pace. Secondo Galia, l’adolescenza è un passaggio determinante: tra i 12 e i 17 anni si compiono scelte che possono influenzare profondamente il futuro.

Un ambiente più sereno

Nel suo intervento, il sacerdote ha ricordato come la responsabilità individuale nei confronti dell’altro rappresenti un punto di partenza essenziale. Aiutare chi vive un momento di difficoltà, evitare comportamenti offensivi e riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni sono principi che, se applicati con costanza, possono prevenire situazioni di esclusione o violenza. L’idea centrale è che ogni ragazzo possa diventare un punto di riferimento positivo per il gruppo dei pari, contribuendo alla creazione di un ambiente scolastico più sereno.

Uno dei passaggi più intensi del suo discorso ha riguardato il tema dell’errore. Galia ha evidenziato che anche chi arriva a contesti estremi, come il carcere, ha la possibilità di rivedere il proprio percorso. L’incontro si è inserito all’interno del progetto “Futuri in gioco”, finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, uno dei programmi dedicati alla formazione valoriale dei più giovani. Con la Torres in prima linea.

Redazione

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