Torres realtà sana in un calcio dai pochi introiti

La proprietà del club rossoblù ha dimostrato che si può fare calcio a discreti livelli senza ingenti capitali, con insufficienti ritorni economici.

La dirigenza rossoblù (Credit: Alessandro Sanna)
La dirigenza rossoblù (Credit: Alessandro Sanna)

Si avvicina il gong per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Venerdì sarà il giorno della verità e sarà possibile sapere se le società avranno mantenuto il loro posto o ci saranno delle sorprese. L’argomento è delicato e riguarda la Torres come decine di altri club, visti i paletti obbligatori più impegnativi per evitare nuovi casi come Lucchese, Taranto e Turris.

Se da una parte i club citati rappresentano la punta dell’iceberg visibile da tutti, c’è da starne certi: le difficoltà finanziarie per poter mantenere gli impegni, in un calcio di Serie C che produce pochi introiti, sono altissime in tutto lo Stivale. La proprietà della Torres ha dimostrato di rappresentare una realtà sana, desiderosa di investire per i colori rossoblù nei limiti del possibile: non fare il passo più lungo della gamba è tutt’altro che una frase fatta. Confermarsi a certi livelli per due stagioni di fila è ugualmente un aspetto da non dare per scontato.

Redazione

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1 anno fa

Pochi introiti? 25 euro al mese per lo streaming in serie c sono pochi introiti?

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