“Il momento è molto difficile e bisogna dare un segnale forte. C’era un progetto tecnico, intrapreso al termine della scorsa stagione, in cui credevamo molto. Non è andata bene. Se sono stati commessi degli errori ce ne assumiamo le responsabilità: ci siamo resi conto che non si poteva andare avanti in quella direzione. Decisioni sofferte, quelle più recenti. Però abbiamo il dovere morale di trovare la chiave giusta per tirare fuori la Torres da questa situazione“.
“La società è intervenuta quotidianamente con la squadra, per infondere la fiducia che è venuta a mancare per la mancanza dei risultati. A volte lo abbiamo fatto in maniera forte, senza mancare di educazione. I risultati vanno affrontati sempre con equilibrio e lucidità. Non abbiamo dei poteri magici e non sappiamo se le decisioni prese ora saranno positive. Ciò che è stato finora rappresenta il passato: il ‘colpevole’ sono io, me ne assumo le responsabilità però bisogna stare vicini alla squadra. Il bene supremo è la Torres, un patrimonio che non intendiamo disperdere. Massima fiducia nei ragazzi, ora però rispondano sul campo in maniera tangibile“.
“Episodi arbitrali a sfavore? Non intendiamo fare del vittimismo e contestare, però oggi – in tutta onestà – non siamo stati molto fortunati. Non credo a un accanimento contro la Torres, anche se alcune decisioni non ci sono piaciute. Il 7-1 drammatico dei playoff ha rappresentato uno schiaffo importante che ha portato pure confusione nell’immediato. Però non reputo che abbia rappresentato uno strascico per l’avvio di questa stagione. Spero che quanto prima si ricrei quell’entusiasmo utile a tutti per il bene dei colori rossoblù. Anche per arrivare e andare via dallo stadio con il sorriso, nel segno dello sport“.

