Il via libera del Comune di Sassari al progetto di adeguamento dello stadio Vanni Sanna riaccende il dibattito politico attorno alle infrastrutture sportive cittadine. Dopo le parole del sindaco Giuseppe Mascia, è intervenuto sui social l’ex presidente del Consiglio regionale della Sardegna ed esponente della Lega Michele Pais, riportando al centro la questione delle risorse destinate al territorio.
Pais rincara la dose
Nel suo intervento, Pais rivendica una precedente denuncia pubblica e sostiene che l’attuale accelerazione rappresenti un tentativo di rimediare. “Dopo la mia denuncia pubblica si corre ai ripari cercando di mettere una pezza. Ma non basta“, scrive, chiedendo per Sassari e per la Torres “rispetto e dignità“, non interventi parziali.
Al centro della presa di posizione, la cifra di 50 milioni di euro che, secondo l’esponente leghista, sarebbero dovuti andare alle infrastrutture strategiche del territorio. Un riferimento che amplia il perimetro della discussione oltre il solo adeguamento dello stadio, toccando il tema più ampio degli investimenti pubblici e della programmazione regionale.
Pungolo a una reazione di club e tifosi
Pais chiama in causa anche la società rossoblù e la tifoseria, invitandole a far sentire la propria voce “in maniera educata ma determinata“. Il messaggio è chiaro: questo sarebbe il momento decisivo per rivendicare risorse e attenzione, senza abbassare la pressione.
La vicenda del Vanni Sanna si conferma così non solo una questione tecnica legata ai lavori di adeguamento, ma un nodo politico che intreccia sport, sviluppo urbano e rappresentanza istituzionale. In una città dove il calcio è identità e appartenenza, il destino dello stadio diventa terreno di confronto tra amministrazione e opposizione, con la Torres ancora una volta al centro del dibattito pubblico.


