“Ormai ho smesso da qualche anno, ma ciò che mi manca di più non è il campo, bensì lo spogliatoio. La condivisione, gli scherzi, l’inclusione, il rispetto per il mio compagno“. Martedì pomeriggio, presso la sala conferenze del Pegasus Hotel, a Sassari, il presidente ed ex calciatore rossoblù Stefano Udassi ha incontrato i ragazzi delle giovanili di Torres, Latte Dolce, Sacra Famiglia e Torres Femminile, per parlare anche di rispetto e inclusione, nell’ambito del progetto “Futuri in gioco” finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna.
“Lo sport è un veicolo enorme che presuppone educazione e rispetto. Rispetto per chi? Per sé stessi, per la società che si rappresenta, per la propria famiglia, l’allenatore, o i dirigenti“, ha continuato Udassi. “Nel 2025 si parla ancora di bullismo, razzismo e discriminazione. Noi abbiamo il dovere di trasmettere valori positivi e di rappresentare, in qualche modo, modelli di educazione positivi. L’educazione che si ha nel calcio poi si porta con sé e si riflette anche nella vita di tutti i giorni. Quando avete un problema non chiudetevi in voi stessi, parlatene con gli amici, con chi vi vuole bene, con la vostra famiglia, con i vostri genitori ossia le persone che vi hanno messo al mondo e che vi vogliono più bene di tutti”. (Fonte: seftorrescalcio.it)

