Un appuntamento dal forte valore educativo ha coinvolto le giovanili di Torres, Latte Dolce e Torres Femminile, riunite nella sala conferenze del Vanni Sanna per un incontro interamente dedicato al tema “Attività motoria e benessere psico-fisico, medicina dello sport e prevenzione infortuni”. L’evento ha attirato un pubblico numeroso, composto soprattutto da atleti in formazione desiderosi di approfondire gli aspetti che incidono in modo determinante sulla loro crescita sportiva.
L’iniziativa si è trasformata in un momento di confronto aperto, caratterizzato da domande, testimonianze e riflessioni che hanno reso il dibattito particolarmente coinvolgente. Un pomeriggio che ha puntato a trasmettere una cultura dello sport consapevole, andando oltre allenamenti e risultati.
Matteo Boccolini, un relatore d’eccellenza tra esperienza e metodo
A guidare l’incontro è stato Matteo Boccolini, figura di riferimento nello sport italiano grazie ai successi ottenuti in vent’anni di carriera ai massimi livelli. Il professionista marchigiano, noto per i trionfi conquistati con la Dinamo Sassari — tra cui uno scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe italiane e una FIBA Europe Cup — ha condiviso con i giovani presenti una visione completa sull’importanza dell’equilibrio tra corpo e mente.
Docente di Scienze Motorie, Performance Coach, chinesiologo e preparatore atletico specializzato nel recupero infortuni, Boccolini oggi collabora con la Federazione Italiana Tennis e segue atleti professionisti, tra cui la tedesca Laura Siegemund, attualmente tra le prime 50 giocatrici al mondo. Il suo intervento ha toccato temi sensibili come la gestione della pressione, la motivazione e il ruolo degli infortuni nel percorso di crescita.
Motivazione, difficoltà e resilienza: il messaggio di Boccolini
Durante il suo contributo, Boccolini ha sottolineato quanto la componente mentale sia decisiva nello sviluppo di un giovane atleta. «Nello sport giovanile la testa pesa più di tutto il resto», ha spiegato, ricordando la sua esperienza nel tennis, dove ha potuto analizzare anche i test atletici di Jannik Sinner: «Non erano eccellenti, ma ha lavorato con una determinazione fuori dal comune».
Il coach ha portato esempi concreti, raccontando la storia di un giovane talento capace di vincere il Roland Garros junior, salvo poi abbandonare l’attività per mancanza di motivazione. Un monito chiaro: la disciplina e la tenuta mentale valgono quanto il talento.
Riguardo agli infortuni, Boccolini ha invitato i ragazzi a non considerarli un ostacolo insormontabile: «I problemi fisici fanno parte del percorso e servono a migliorare», spiegando come l’approccio e la capacità di reazione determinino la qualità del rientro.
Le testimonianze dei rossoblù: Mastinu e Antonelli tra esperienze e consigli
A prendere parte all’incontro anche figure rappresentative della Torres: il capitano Giuseppe Mastinu, il vice capitano Nicolò Antonelli, e Daniele Bianchi di FootureLab.
Mastinu ha raccontato come gli infortuni abbiano segnato la sua carriera, trasformandosi però in un’occasione di crescita: «Hanno forgiato il mio carattere», ha affermato, evidenziando come ogni stop lo abbia reso più determinato.
Antonelli ha aggiunto una testimonianza ancora più forte: il suo primo grave infortunio risale a quando aveva solo 15 anni, con una prognosi che faceva temere il ritiro. «La serietà nella riabilitazione e la voglia di arrivare hanno fatto la differenza», ha ricordato, sottolineando inoltre quanto sia fondamentale avere alle spalle una società organizzata, con strutture adeguate e una mentalità professionale.
Un progetto condiviso e un ringraziamento speciale
L’incontro, moderato da Filippo Migheli e Francesco Salis, si è rivelato un tassello importante nel percorso formativo dei giovani atleti coinvolti. La Torres ha voluto esprimere un ringraziamento particolare alla Fondazione Torres per il supporto offerto all’organizzazione dell’appuntamento.
L’iniziativa ha confermato quanto la cultura sportiva, la prevenzione e la cura della motivazione siano elementi decisivi per costruire atleti completi, consapevoli e pronti a superare le sfide di un percorso professionale.


