“La chiave di tutto è l’umiltà ed essere forti di testa, imparare dagli errori e non essere mai soddisfatti“. Giovedì pomeriggio il campione sassarese di basket, Marco Spissu, ha raccontato la sua carriera ai ragazzi dell’Under 16 rossoblù presso lo stadio Vanni Sanna nell’ambito del Progetto Sef Torres ideato dalla Fondazione Sef Torres.
“Sono cresciuto in un contesto molto positivo sia familiare che di amicizie. Questo mi ha aiutato molto nel portare avanti gli studi perché i miei genitori ci tenevano molto“, ha detto il cestista. “Il mio sogno però è sempre stato di essere un giocatore di basket e quando mi chiedono se abbia mai pensato ad alternative ho sempre risposto di no. Era il mio sogno e ho fatto di tutto per diventare professionista”.
“Non sono mai stato alto, palestrato eppure allenandomi duramente ce l’ho fatta. La mia carriera non è sempre stata rose e fiori e agli inizi ho fatto diversa panchina e cambiato diverse squadre prima di impormi“, ha continuato Spissu. “A Bologna, in una piazza storica del basket come quella della Virtus, mi sono guadagnato l’opportunità di giocare nell’elite della pallacanestro. Dopodiché è arrivata la Dinamo e lì ho realizzato un sogno. Un consiglio ai ragazzi? Durante una partita, quando le cose non vanno bene, pensare a tutti i sacrifici fatti. Non farsi condizionare dall’ambiente esterno, fischi o quant’altro”.
All’incontro hanno partecipato anche il presidente del Club Stefano Udassi, il presidente della Fondazione Umberto Carboni, il Responsabile del Settore Giovanile Luca Raineri ed il Responsabile Comunicazione Filippo Migheli.

