Sarà un Carpi sull’onda dell’entusiasmo, quello che affronterà la Torres nella gara di sabato allo stadio “Cabassi”. Stefano Castellitto, collega che segue la squadra emiliana, ci spiega qual è il momento della formazione che ospiterà la Torres per la sfida valevole per la 18° giornata del campionato di Serie C Now.
In quali condizioni, tecniche e mentali, il Carpi arriva al match contro la Torres?
“Bene, sicuramente, dopo aver vinto “la finale” di Legnago [battuto dal Carpi per 3-1 fuori casa nello scorso turno]. Già, una “finale”. Serpini l’aveva presentata così, sensibilizzando il più possibile i suoi sull’importanza dei tre punti sul campo degli ultimi della classe. Per cui l’aver schivato con personalità le “mine” sparse sul terreno del “Sandrini” (compresi due rigori parati dall’ottimo Sorzi), ha restituito un pizzico di tranquillità in più ad un gruppo mortificato eccessivamente dalla sconfitta casalinga con la Ternana, la prima in casa sin qui dopo 22 partite utili (15 in D e 7 quest’anno). La condizione è buona, sono stati recuperati alcuni calciatori rimasti fuori per infortunio come Panelli in difesa e la mezzapunta Cortesi, mentre per sostituire Forapani (operato, la sua stagione è finita), il ds Bernardi sta lavorando al fine di trovare una soluzione dal mercato invernale”.
Come reputi la prima stagione del mister Serpini fra i professionisti?
“Bilanci parziali è sempre difficile farne, quando la giostra è in movimento, ma dopo 17 partite nessuno si può scandalizzare se si afferma che il debuttante Cristian Serpini sta facendo la sua buonissima figura al “piano di sopra” dopo aver fatto molto bene nelle categorie inferiori. La sua conferma dopo la brillante promozione dello scorso anno era scontata ma non lo era altrettanto l’adattamento al salto di categoria, per giunta in un “pianeta” molto complicato come il girone B della serie C, eterogeneo dal punto di vista geografico, sicuramente il più difficile dei tre a livello tecnico, a maggior ragione per chi non lo aveva mai toccato con mano. Quasi un “dogma” il suo 4-3-1-2, che solo in alcune partite ha abbandonato, per necessità contingenti, salvo poi tornare rapidamente sui suoi passi (vedi pesante 0-4 patito a Pesaro)“.
Cosa ti aspetti dalla partita di sabato?
“Mi aspetto una Torres rabbiosa alla ricerca del riscatto, come non mi sarei mai aspettato una serie negativa così lunga da una squadra che ha fatto molto bene nei primi due mesi di campionato. Il Carpi farà bene a non sottovalutare questo aspetto, e naturalmente si comporterà di conseguenza. Ovvero, pur essendo dotata di un buon palleggio e avendo nel DNA il calcio “propositivo” che piace al suo allenatore, di sicuro cercherà l’equilibrio tra la voglia di vincere e l’attenzione difensiva nei confronti degli attaccanti torresini che non sono certo gli ultimi arrivati“.
Come vedi il futuro di Torres e Carpi in questa stagione? Quali obiettivi potranno raggiungere?
“L’età media avanzata dei rossoblù potrebbe rappresentare l’unica incognita verso il raggiungimento o meno di una posizione favorevole nella griglia playoff. Sicuramente l’exploit dello scorso anno ha creato delle aspettative troppo alte nell’ambiente e questo è un problema di non facile soluzione. Ma l’organico “profondo” dà ampie garanzie (ci sono anche due ex, Giorico e Liviero, che hanno giocato a Carpi in serie B). Il Carpi già con la salvezza vincerebbe il suo piccolo “scudetto”. Tre anni fa in questa città il calcio era finito, morto e sepolto, una dirigenza di “innominabili” ha cancellato una matricola che aveva rappresentato la città emiliana addirittura in serie A (2015/16). Questa società, col presidente Lazzaretti (ex Correggese), è una matricola nuova di zecca, che ha rispettato i programmi ed è in linea con i suoi obiettivi, pur con uno dei budget più bassi della categoria. Dalla serie “non si buttano via i soldi“.

