Non solo Torres. Rimini: il Tribunale dispone la liquidazione

Il Tribunale dichiara l’insolvenza del Rimini e dispone la liquidazione giudiziale: debiti fiscali, perdite milionarie e conti in rosso.

(Credit foto: comune.rimini.it)

La crisi economica del Rimini ha trovato una conferma ufficiale nelle aule giudiziarie. Il Tribunale di Rimini ha accertato lo stato di insolvenza del club, sancendo la liquidazione giudiziale come unica soluzione possibile di fronte a una situazione finanziaria ormai compromessa. La decisione arriva dopo un’analisi approfondita di documenti contabili, bilanci e provvedimenti esecutivi che hanno messo in luce un quadro debitorio di estrema gravità, sul club facente parte del girone B della Torres ed escluso dal campionato in corsa.

L’inizio della fine

Al centro del procedimento giudiziario figura un decreto ingiuntivo esecutivo superiore ai 148.000 euro, emesso a favore di una società molisana specializzata in abbigliamento sportivo. Proprio questa azienda, alla fine dello scorso novembre, aveva presentato un’istanza di liquidazione giudiziale, successivamente affiancata da quella della Procura e, in un secondo momento, dalla stessa società Rimini Fc. Un passaggio che ha segnato una svolta decisiva nell’iter giudiziario. L’istruttoria del tribunale non si è limitata a questo episodio. I giudici hanno passato al vaglio una mole consistente di dati economici, facendo emergere un livello di indebitamento incompatibile con la continuità aziendale. Tra le voci più pesanti figurano i debiti fiscali accumulati nel tempo, che rappresentano uno dei nodi centrali della vicenda.

Una situazione drammatica

In particolare, l’Iva non versata ammonta a circa 1,5 milioni di euro, una cifra che da sola evidenzia le difficoltà strutturali del club. A questo importo si aggiungono oltre 225.000 euro dovuti tra Inps e Inail, relativi a contributi previdenziali e assicurativi non corrisposti. Un carico che ha ulteriormente aggravato una situazione già fortemente compromessa. Nel complesso dei conti, però, emergono anche circa 742.000 euro di crediti fiscali contestati, la cui esigibilità è stata messa in discussione. Un elemento che ha contribuito a rendere ancora più complessa la valutazione dello stato patrimoniale della società, ma che non è bastato a riequilibrare una struttura finanziaria ormai sbilanciata. Il quadro delineato dal tribunale trova piena corrispondenza nei dati ufficiali di bilancio. Il rendiconto economico al 30 giugno scorso aveva già evidenziato una perdita pari a 4.443.639 euro, rendendo pubblica una situazione di forte sofferenza. Numeri che avevano anticipato, di fatto, l’esito della procedura giudiziaria e che avevano già fatto emergere l’impossibilità di proseguire l’attività senza interventi straordinari.

Impossibile andare avanti

Secondo quanto accertato, la società non era più in grado di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni, elemento che ha portato alla dichiarazione formale di insolvenza. La liquidazione giudiziale rappresenta dunque l’epilogo di un percorso segnato da difficoltà finanziarie crescenti, che si sono accumulate nel tempo fino a diventare insostenibili.

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