La Serie C sarebbe arrivata a un punto di non ritorno. Continuare a ignorare i segnali di crisi, secondo il giornalista Michele Criscitiello, significherebbe accompagnare lentamente il campionato verso il collasso definitivo. È un messaggio netto, privo di mediazioni, quello lanciato dal direttore di Sportitalia nel consueto editoriale del lunedì mattina, che apre un dibattito profondo sul futuro del calcio di terza serie in Italia.
Serie C minata nelle fondamenta
L’analisi non si limita a fotografare le difficoltà contingenti, ma mette sotto accusa l’intero impianto strutturale della Serie C. Il problema non sarebbe più rimandabile, perché riguarda la sostenibilità economica, l’organizzazione dei club e il numero complessivo delle società professionistiche presenti nel sistema calcistico nazionale.
Stop al professionismo
Secondo Criscitiello, il nodo centrale è lo status professionistico della Serie C, oggi ritenuto non più compatibile con la realtà dei fatti. “La Serie C non può avere più lo status da professionista ma deve rientrare sotto il cappello dei dilettanti”, scrive il direttore di Sportitalia, sottolineando come l’attuale modello stia producendo effetti devastanti. Mantenere il professionismo, in assenza di risorse adeguate, significherebbe continuare a far morire le società spesso costrette a inseguire bilanci insostenibili.
Il fulcro della questione: l’aspetto finanziario
Il tema economico è il fulcro dell’intero ragionamento. In Italia, secondo l’analisi proposta, cento club professionistici rappresentano un numero eccessivo per un sistema che non dispone di ricavi sufficienti a sostenerli. I diritti televisivi, le sponsorizzazioni e gli incassi da stadio non bastano più a coprire i costi, mentre le normative sui controlli finanziari sono diventate sempre più rigide.
Realtà esposta alle crisi dei club
In questo contesto, viene meno anche la possibilità di ricorrere a pratiche opache che in passato avevano permesso a molte realtà di sopravvivere artificialmente. Oggi i controlli stringenti, giustamente più severi, impediscono scorciatoie e rendono evidente la fragilità di numerosi club. Il risultato è una Serie C costantemente esposta a fallimenti, penalizzazioni e crisi societarie, con ripercussioni dirette sulla credibilità del campionato.


