Se ci si chiedeva come Alfonso Greco avrebbe schierato la squadra della Torres al suo rientro sulla panchina rossoblù, il match casalingo contro il Perugia ha fornito molte indicazioni sul sistema di gioco che i sassaresi adotteranno da qui in avanti.
Il 3-4-2-1, marchio di fabbrica di Greco
Il mister laziale ha ripreso da dove era rimasto nella scorsa stagione, proponendo un 3-4-2-1: tre difensori, quattro centrocampisti (di cui uno, Giuseppe Mastinu, è un trequartista) e tre attaccanti. Ernesto Starita, Adama Diakite e Lorenzo Di Stefano hanno occupato le posizioni più avanzate, sovente intercambiandosi e, comunque, fornendo punti di riferimento al resto della squadra.
E’ un modulo che Greco conosce bene perché nella scorsa stagione lo ha utilizzato spesso, anche se con interpreti diversi rispetto ai giocatori attualmente a disposizione nella rosa rossoblù. Nel passato campionato, Manuel Fischnaller, Mohamed Varela e Luigi Scotto erano impiegati come punte nel terzetto d’attacco assieme ad Adama Diakite, Luca Zamparo o Nicola Nanni; ora i calciatori sono diversi, per nome e per caratteristiche.
Il trio offensivo di sabato
Il trio del reparto offensivo nella partita di sabato si è mosso molto. Diakite è stato il più in ombra dei tre; Di Stefano si è fatto notare con uno spunto alla mezz’ora del primo tempo; Starita ha trovato il gol e un’altra conclusione di testa molto pericolosa. Alla fine della gara, il numero 70 rossoblù ha valutato comunque positivamente l’intesa con i colleghi di reparto.
Dalla panchina sono entrati da attaccanti anche Alberto Lunghi e Antonino Musso. Ma mentre per quest’ultimo non ci sono dubbi sulla sua collocazione in campo, per quanto riguarda Lunghi. il suo posto nel reparto offensivo è una novità: durante la stagione, era stato infatti schierato più che altro da trequartista o perfino da mezzala.

