Il percorso vissuto da Alfonso Greco sulla panchina della Torres deve essere inquadrato in un giudizio più che positivo. Ha portato i rossoblù prima al secondo e poi al terzo posto nella regular season del girone B, collezionando rispettivamente 75 e 68 punti. Annate quindi di grande consistenza e in generale di continuità nei quartieri nobili della classifica: aspetto non certo scontato per la società sassarese.
Ma sul piatto della bilancia è necessario mettere pure le due ferite dell’eliminazione immediata ai playoff, in entrambe le annate, con la Torres caduta al primo ostacolo dopo legittime ambizioni di far bene nella fase cruciale. Se la delusione circoscritta del 2024 contro il Benevento, maturata per un solo gol di scarto, poteva essere definita accettabile… Quest’anno il boccone servito dall’Atalanta Under 23 è risultato decisamente indigesto, anzi: tossico. L’11 maggio 2025 resterà una data drammatica, sportivamente parlando, nella storia della Torres. Un 7-1 che ha provocato un autentico terremoto sotto molti aspetti. Greco non si è presentato ai microfoni dopo le due partite dei playoff: fisiologico pensare che, probabilmente, oltre all’amarezza ci siano motivi più profondi.

