C’è un silenzio diverso, in queste ore, attorno al Forlì. Non è quello concentrato verso la gara di sabato contro la Torres, né quello pensieroso del dopo partita. È un silenzio che pesa. Tutti gli sguardi sono puntati verso l’infermeria, dove si attende di capire l’entità dell’infortunio che ha costretto Davide Macrì ad abbandonare il campo al 65° della sfida disputata a Terni.
Stop improvviso
Il dolore al ginocchio è arrivato improvviso, come una stonatura in una sinfonia che fino a quel momento aveva seguito il suo spartito. In un primo momento si era parlato di trauma distorsivo, una di quelle espressioni che nel calcio oscillano tra il sollievo e l’incertezza. Ma con il passare delle ore, le sensazioni si sono fatte meno rassicuranti.
Secondo quanto riportato dal portale Corriere Romagna, il timore principale riguarda un possibile coinvolgimento del legamento collaterale. Un’ipotesi che cambierebbe radicalmente lo scenario, aprendo la prospettiva di uno stop prolungato e privando la squadra di un elemento chiave nel momento più delicato della stagione.
In attesa degli accertamenti
Lo staff medico biancorosso monitora la situazione con attenzione, in attesa degli accertamenti strumentali che potranno fare chiarezza. Nel frattempo, l’ambiente trattiene il respiro. Perché al di là dei moduli e delle strategie, certe assenze non si misurano solo in minuti giocati, ma in equilibrio, personalità, soluzioni.
Pedina fondamentale
Nel frattempo, a prescindere, Macrì non sarà della partita contro la Torres. Una perdita importante per la compagine romagnola, perché parliamo di un elemento capace di fornire 7 assist e realizzare 5 reti in stagione: un apporto fondamentale che viene così a mancare.

