La Polizia di Stato ha concluso con esito positivo le indagini sul gravissimo episodio avvenuto nei pressi dello stadio “Vanni Sanna” di Sassari, poco prima del fischio d’inizio della partita tra Torres e Campobasso, valida per il girone B del campionato di Serie C. Gli accertamenti condotti dagli investigatori – come riportato dal portale notiziariocalcio.com, hanno consentito di risalire all’identità dell’uomo ritenuto responsabile della potente deflagrazione che, lo scorso 10 gennaio, ha scosso l’intero quartiere di Luna e Sole.
I fatti prima del match
L’episodio si è verificato in un momento particolarmente delicato, quando le due tifoserie si stavano preparando ad assistere all’incontro. Quello che avrebbe dovuto rappresentare un appuntamento sportivo si è trasformato improvvisamente in una situazione di forte allarme per l’ordine pubblico, con ripercussioni immediate sulla sicurezza dell’area circostante lo stadio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’esplosione sarebbe stata provocata da un ordigno di probabile natura artigianale e dall’elevato potenziale distruttivo. Il manufatto era stato collocato all’interno di una nicchia muraria in via De Gasperi, non lontano dall’impianto sportivo. La posizione scelta e le modalità di collocazione fanno ritenere che l’azione sia stata pianificata con attenzione.
Paura e danni
La deflagrazione è stata particolarmente violenta, tanto da essere udita chiaramente anche a notevole distanza dal punto dell’esplosione. L’onda d’urto ha generato panico tra i residenti del quartiere Luna e Sole, molti dei quali sono scesi in strada temendo conseguenze ancora più gravi. Lo shock psicologico per chi si trovava nelle vicinanze è stato immediato, alimentato dalla consapevolezza che, in quel momento, numerosi tifosi stavano affluendo verso lo stadio. Oltre alla paura, l’esplosione ha provocato danni materiali significativi. Diversi vetri delle abitazioni circostanti sono andati in frantumi, mentre la struttura in muratura che ospitava l’ordigno ha subito un cedimento parziale. L’energia sprigionata dallo scoppio è stata tale da causare persino l’attivazione degli airbag di alcune automobili parcheggiate nelle immediate vicinanze, un elemento che conferma la pericolosità dell’azione.



Ci mancava la bomba, siamo arrivati alla buccia della frutta