Il Ravenna riparte da un volto noto per rilanciare le proprie ambizioni nel girone B di Serie C. Il club giallorosso ha ufficializzato l’arrivo di Andrea Mandorlini come nuova guida tecnica della prima squadra, poche ore dopo l’interruzione del rapporto professionale con Marco Marchionni. Una scelta che unisce identità, esperienza e conoscenza dell’ambiente, in un momento chiave della stagione.
Per Mandorlini, ravennate di nascita, si tratta di un ritorno alle origini. Dopo una carriera da calciatore di alto profilo, impreziosita dallo storico Scudetto dei record con l’Inter nella stagione 1988-89, l’ex difensore aveva iniziato proprio a Ravenna il suo percorso in panchina come allenatore in seconda tra il 1994 e il 1998. Un periodo culminato con la memorabile promozione in Serie B del 1996, rimasta nella memoria dei tifosi.
Una carriera tra promozioni e successi
Nel corso degli anni, Andrea Mandorlini ha costruito un profilo tecnico solido e riconosciuto. Tra i risultati più significativi spiccano la promozione in Serie A con l’Atalanta, la vittoria del campionato di Serie C1 con lo Spezia e lo storico doppio salto dalla Lega Pro alla massima serie alla guida dell’Hellas Verona.
Non solo Italia. L’esperienza internazionale lo ha visto protagonista anche in Romania, dove ha conquistato il titolo nazionale con il CFR Cluj, aggiungendo un tassello europeo a un curriculum già ricco di soddisfazioni.
Il suo percorso è costellato da piazzamenti nelle zone alte della classifica, partecipazioni ai playoff e obiettivi centrati in contesti differenti, segno di una capacità di adattamento e gestione riconosciuta nel panorama calcistico.
Le prospettive per il Ravenna
La dirigenza del Ravenna punta sull’esperienza e sul carisma del tecnico per imprimere una svolta immediata al cammino stagionale, ultimamente segnato da un rallentamento dopo il raggiungimento della vetta della classifica. L’obiettivo è chiaro: consolidare la posizione nel girone B e rilanciare le ambizioni sportive del club.
Il ritorno di Mandorlini rappresenta una scelta identitaria e strategica. Un allenatore che conosce la piazza, la storia e il peso della maglia giallorossa, chiamato ora a trasformare esperienza e competenza in risultati concreti sul campo.

