Durante un incontro conviviale organizzato con partner e sostenitori, il direttore sportivo del Bra, Ettore Menicucci, ha scelto di utilizzare l’occasione per puntare i riflettori su un tema che supera la dimensione agonistica e che riguarda da vicino il futuro dell’intero club. Il dirigente ha infatti richiamato l’attenzione sulla questione dello stadio, un nodo ormai definito non più rinviabile e strettamente legato alle richieste dei vertici federali. Le sue parole hanno contribuito a delineare un quadro che preoccupa tanto la società quanto la comunità sportiva locale. Il Bra milita nel medesimo girone B di Serie C di cui fa parte la Torres.
Uno stadio attualmente non a norma
Secondo quanto emerso durante il suo intervento, la federazione avrebbe ribadito nelle ultime settimane l’esigenza di accelerare il percorso per garantire un impianto conforme agli standard richiesti. Menicucci ha spiegato come da tempo il Bra si trovi a dover insistere sul tema, non per tornaconto personale, ma per necessità regolamentari che non consentono ulteriori attese. Il dirigente ha espresso un sentimento di insofferenza per la continua necessità di sollecitare un dialogo con le istituzioni, sottolineando però che le pressioni non arrivano dalla società, bensì dall’organo federale che vigila sul rispetto delle norme.
I rischi per la società
La questione dell’impianto è diventata così centrale da mettere in secondo piano perfino i risultati sportivi. Mentre la squadra prosegue la propria stagione sul campo, la dirigenza si trova a fronteggiare un’urgenza strutturale che rischia di compromettere la programmazione futura. Menicucci ha chiarito che senza una soluzione certa e tempestiva sul fronte stadio, il Bra potrebbe non essere autorizzato a disputare il prossimo campionato, anche nell’ipotesi di una salvezza conquistata sul terreno di gioco. Un’eventualità che, nelle sue parole, rappresenterebbe una ferita dolorosa e paradossale per un club impegnato da anni nella valorizzazione del territorio e dei giovani.


