Con il tecnico dell’AscoliĀ Tomei fermato per squalifica, a presentarsi in sala stampa ĆØ stato il suo vice Giuseppe Agostinone, che ha tracciato unāanalisi lucida della gara contro la Torres. Il copione non ĆØ stato quello abituale: la squadra isolana, formazione solitamente incline a proporre gioco, ha preferito attendere e chiudere gli spazi, abbassando il ritmo e cercando di colpire in ripartenza.
La reazione dei marchigiani
Nonostante lāatteggiamento prudente degli ospiti, i padroni di casa hanno mantenuto il controllo del pallone e del territorio, costruendo numerose opportunitĆ . āAbbiamo creato tantissimoā, ha sottolineato Agostinone, evidenziando come la squadra abbia saputo reagire anche quando la partita sembrava incanalarsi su binari complicati. In gare di questo tipo, dove lāinerzia può scivolare via al primo episodio sfavorevole, non ĆØ scontato riuscire a raddrizzare la rotta.
Insufficiente attenzione ai dettagli decisivi
Gli episodi, in effetti, non hanno sorriso alla formazione di casa. Tra decisioni arbitrali e situazioni limite in area, la sensazione è che sia mancato solo il dettaglio decisivo per trasformare la mole di gioco in bottino pieno. Il pareggio, ha ammesso il vice allenatore, non può lasciare soddisfatti, ma la prestazione rappresenta un segnale chiaro: identità definita, volontà di costruire e consapevolezza dei propri mezzi.
La personalitĆ della squadra
In un campionato dove ogni punto pesa come un macigno, la differenza spesso la fanno centimetri e istanti. Stavolta non sono bastati all’Ascoli, per avere la meglio sui sassaresi. Ma la direzione intrapresa resta nitida, e la squadra ha dimostrato di avere struttura e personalitĆ per affrontare anche le partite più spigolose.


Agostinone NASU IN CURU MICHE PONE