Hanno sfiorato la Serie B e fatto crescere un campione come Gianfranco Zola. La Torres della fine degli anni ’80 porta la firma di due protagonisti, che “La Nuova Sardegna” ha intervistato fra mercoledì e giovedì: il portierone Sergio Pinna e il mitico presidente Bruno Rubattu.
La storia di Rubattu
Rubattu è stato un presidente tifoso, generoso e ambizioso, come ha confermato nelle dichiarazioni rilasciate al quotidiano sassarese, in cui ha raccontato che i biglietti per le partite venivano distribuiti in tutti i bar della città: “La gente era con noi“.
Assunto l’incarico di massimo dirigente all’inizio degli anni ’80, Rubattu ha guidato il club alle promozioni dall’Interregionale alla Serie C1 e poi lo ha portato ai vertici della terza divisione, sfiorando anche la Cadetteria, con Gianfranco Zola in campo e mister Liguori in panchina.
Il presidente sassarese si è dimesso nel 1990, lasciando un ricordo indelebile nella memoria di tutti i tifosi rossoblù: “è stato un percorso straordinario, ci siamo davvero divertiti”, ha dichiarato a “La Nuova Sardegna“.
Le dichiarazioni di Pinna
Le parole di Sergio Pinna, che era il portiere titolare della Torres che ha sfiorato la Serie B, riecheggiano quelle di Rubattu.
“I vecchi compagni li sento, li vedo“, ha raccontato il numero uno mercoledì. “Stamattina ho fatto un aperitivo con il mitico presidente Bruno Rubattu. Ogni occasione è buona per parlare di quella vecchia Torres. E di quanto ci siamo divertiti“.
Pinna, che da oltre dieci anni lavora come istruttore dei portieri del Latte Dolce, ha anche parlato della formazione attuale, per cui spera in una posizione finale da classifica media-alta.
Anche se i veri valori si vedranno tra un paio di mesi – ha detto Pinna – c’è da considerare che la vera Torres non si è ancora vista, a causa degli infortuni di Scaringi e Sorrentino.
(Fonte: lanuovasardegna.it)
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