“A Forlì sono stati due punti persi, però è un punto in trasferta. A me piace vedere il bicchiere mezzo pieno. Il Pescara ha preso 6 gol a Forlì. Siamo andati in vantaggio, abbiamo commesso qualche errore, non l’abbiamo chiusa quando potevamo chiuderla, alla fine è arrivato il gol del pareggio. Ci prendiamo questo punto e guardiamo avanti.” Lunedì, in una puntata de “L’informatore sportivo”, il direttore sportivo della Torres, Andrea Colombino, ha parlato della partita di domenica e della situazione della squadra rossoblù.
La stagione è iniziata meglio rispetto alla scorsa, quando si è rischiata anche la retrocessione. “È giusto che ci sia la paura, perché quando c’è la paura poi c’è anche il coraggio e si reagisce. A me interessa questo: il lieto fine. Ci siamo lasciati alle spalle questa esperienza che sicuramente ci ha formati maggiormente e ci ha insegnato qualcosa: non dare mai niente per scontato, non fare voli pindarici, lavorare settimana per settimana, perché ci sono anche gli avversari. Sono contento di questo inizio di stagione, di come si sono inseriti i nuovi e guardo con fiducia al futuro”.
“Sicuramente passare attraverso un momento di difficoltà e uscirne aiuta a compattare l’ambiente“, ha dichiarato il ds rossoblù. “Poi, la piazza vive di emozioni e ha aspettative che vanno oltre i programmi iniziali e le risorse. Sappiamo che questo è un campionato difficilissimo, dove ci sono squadre e società molto più attrezzate di noi. Con il lavoro, l’umiltà e l’identità, andiamo a fare il nostro campionato”.
Per quanto riguarda il Girone B, ancora non c’è una squadra ammazzacampionato. “Sicuramente ci sono delle squadre che sono più attrezzate di altre: Reggiana, Pescara e Spezia. Ma anche Ravenna, Perugia e Guidonia hanno allestito organici di primo ordine”.
Il grande protagonista di inizio stagione è stato Lorenzo Di Stefano. “Ha fatto la preparazione rispetto all’anno scorso, quando è arrivato in ritardo perché doveva risolvere il suo contratto. Tant’è che poi Lorenzo ha iniziato a fare gol a gennaio. E’ un ragazzo importante, nel pieno della maturità, che sta crescendo. In Italia è ancora considerato un ragazzino, in realtà a 24 anni è un uomo. L’importante è avere l’entusiasmo e la voglia di emergere dei giovani”.
“L’altro giorno ha giocato un ragazzo 2006, Kebbeh, ed eravamo un po’ spaventati perché era all’esordio, ed è stato il migliore in campo“, ha proseguito Colombino parlando dei giovani. “Bisogna rischiare coi giovani e avere pazienza. Ho provato a prendere anche giocatori dalla Serie D e dalla Promozione“, ha svelato il ds, ma i ragazzi non si sono voluti trasferire nella squadra rossoblù per paura di non giocare. “Questo lavoro è bello perché permette di rapportarsi anche con generazioni diverse rispetto alla nostra, e magari hanno una percezione diversa del contesto. Ma il coraggio deve esserci per forza”.
Intanto, la squadra ha ottenuto tre vittorie a Sassari. “L’anno scorso abbiamo vinto poche partite in casa, senza mai fare due vittorie di fila. Quest’anno un miglioramento c’è stato. E’ il nostro fortino, anche se c’è un clima caldo ed esigente. I tifosi per essere il dodicesimo uomo in campo devono sostenere la squadra tutti assieme, non solo la curva. I giocatori vanno spronati, in tribuna ci sono tanti allenatori e molto spesso non sembrano neanche tifosi della Torres e io l’ho voluto dire qualche giorno fa: ritengo che i ragazzi vadano difesi e l’ho voluto dire“.
(La puntata completa de “L’Informatore sportivo” si può ascoltare su radiolina.it)
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