Ascoli-Torres, le parole del tecnico bianconero Tomei

Il tecnico ascolano Francesco Tomei presenta la sfida contro la Torres sottolineando difficoltà, scelte tattiche e crescita della squadra.

L'allenatore dell'Ascoli Francesco Tomei

La prossima gara di campionato si preannuncia tutt’altro che semplice per l’Ascoli. In conferenza stampa, l’allenatore Francesco Tomei ha presentato la sfida contro la Torres, sottolineando le difficoltà di un torneo che continua a sorprendere per equilibrio e competitività. Il tecnico ha messo in guardia i suoi giocatori, richiamando attenzione e determinazione in vista di un confronto che potrebbe rivelarsi decisivo.

Nessun impegno facile

“Non esistono partite facili in questo campionato”, ha dichiarato Tomei, evidenziando come la classifica non sempre rispecchi il reale valore delle squadre. I 20 punti attualmente conquistati dalla Torres, secondo l’allenatore, non rappresentano pienamente il potenziale della formazione sarda, soprattutto alla luce del recente cambio di guida tecnica che ha portato nuova linfa e risultati significativi.

La Torres, infatti, arriva da un periodo complessivamente positivo, nonostante l’ultima sconfitta rimediata domenica scorsa. Un dettaglio che non deve ingannare. Il rendimento recente degli avversari racconta di una squadra in crescita, capace di mettere in difficoltà chiunque grazie a organizzazione e intensità. Proprio per questo, Tomei ha ribadito la necessità di restare focalizzati sui propri obiettivi, senza lasciarsi condizionare da numeri o statistiche.

Modulo e scelte tattiche: priorità agli uomini

Uno dei temi centrali affrontati in conferenza riguarda l’assetto tattico. Il passaggio al 4-3-3 nella trasferta di Pineto aveva acceso il dibattito, ma l’allenatore ha chiarito che la scelta non era legata all’assenza di Rizzo Pinna. La decisione è stata dettata esclusivamente dalle caratteristiche della partita, che si preannunciava fisica e dinamica.

Tomei ha spiegato come il sistema di gioco sia secondario rispetto agli interpreti: 4-3-3 o 4-2-3-1 rappresentano soluzioni adattabili, mentre il punto fermo resta la difesa a quattro. L’idea di base è costruire equilibrio partendo dal reparto arretrato, per poi valorizzare le qualità dei singoli.

In particolare, il 4-3-3 ha permesso di esaltare giocatori come Corradini, Damiani e Milanese, elementi che trovano comfort e incisività in determinate posizioni. Tuttavia, l’allenatore ha ribadito che la squadra mantiene una certa fluidità tattica, caratteristica che consente di modificare l’assetto anche a gara in corso.

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