Il Tribunale Federale Nazionale ha condannato Antonio Zappi, presidente dellāAssociazione italiana arbitri (Aia), a 13 mesi di inibizione per le pressioni esercitate in merito al cambio degli organi tecnici di Serie C e Serie D. La decisione ĆØ arrivata al termine di oltre due ore di camera di consiglio e ha accolto integralmente la richiesta avanzata nei confronti del numero uno dellāAia. Contestualmente, ĆØ stata inflitta una sanzione di due mesi a Emanuele Marchesi, componente del Comitato Nazionale dellāAia, riducendo di quattro mesi la richiesta iniziale.
I fatti contestati
Al centro della vicenda vi sarebbero le pressioni su Ciampi e Pizzi per favorire un riassetto che avrebbe spianato la strada a Orsato e Braschi. Unāazione ritenuta incompatibile con le norme federali e con i principi di autonomia e correttezza che regolano il funzionamento dellāassociazione arbitrale. La condanna a Zappi comporta lāinibizione allo svolgimento delle funzioni tecniche e associative, con il conseguente passaggio delle deleghe al vicepresidente vicario Massini.
Zappi resta al suo posto: per ora
Nonostante la sanzione, Zappi non decade immediatamente dalla carica di presidente. In base allo Statuto Figc, infatti, la decadenza scatta solo nel momento in cui il provvedimento sportivo diventa definitivo. Per questo motivo, lāattuale assetto resta in vigore in attesa dellāesito dei successivi gradi di giudizio.
I tempi
I tempi procedurali si preannunciano lunghi. Saranno necessari circa dieci giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza, seguiti da trenta giorni per la presentazione dellāappello. A valle di questo passaggio, la vicenda potrebbe approdare anche al Collegio di Garanzia del Coni. La conclusione dellāiter ĆØ stimata tra la fine di marzo e lāinizio di aprile, uno scenario che rischia di generare ulteriore instabilitĆ nel sistema calcistico italiano.


