La Torres, com’è ormai noto, non disputerà domenica la partita al Romeo Neri in casa del Rimini. L’ultima assemblea dei soci del club biancorosso ha sancito lo status di messa in liquidazione: la perdita d’esercizio, al 30 giugno, ammontava a 4 milioni di euro. Una pagina molto triste, purtroppo non l’unica negli ultimi anni riguardo la terza serie italiana.
Una città che ha perso la sua squadra
Negli ultimi anni, la città di Rimini non è più riuscita a mantenere la sua tradizione calcistica, un aspetto che ha segnato profondamente la sua identità. Non si tratta solo di una questione di risultati sportivi, ma di un fenomeno che coinvolge l’intera città, la sua economia e la sua cultura sportiva. Il calcio, infatti, è sempre stato uno degli elementi che hanno definito la città. Oggi, con l’assenza di una squadra di calcio, Rimini perde una delle sue principali espressioni di vita sociale e culturale.
La mancanza di una squadra di calcio non è solo il fallimento di una società sportiva, ma la fine di un legame profondo che univa la comunità al suo club. Nonostante le altre discipline sportive come il basket (con la rinascita della Rinascita Basket Rimini) o gli eventi ciclistici e podistici, il calcio resta un punto di riferimento per milioni di italiani. E quando manca, si percepisce la sensazione di una città che sta lentamente rinunciando a parte della sua identità.
La questione politica e amministrativa
Il disastro calcistico di Rimini non è solo il risultato di dinamiche interne alla società, ma anche il segno di una mancanza di coordinamento a livello istituzionale. Nonostante le dichiarazioni di cordoglio e le promesse di impegno per il futuro, il sindaco Jamil Sadegholvaad ha riconosciuto che “si tratta di un epilogo doloroso”, ma non certo inaspettato. Se la situazione era così prevedibile, allora perché non si è agito tempestivamente? Nonostante la possibilità di convocare un Consiglio Comunale tematico per affrontare la questione, la politica locale sembra aver adottato una posizione attendista, lasciando che la situazione evolvesse senza intervenire in modo decisivo.
La rinascita del calcio a Rimini: un sogno possibile?
Nonostante il doloroso epilogo, Rimini non ha perso completamente il suo “patrimonio calcio”. La città ha ancora un vivace settore giovanile, una base solida su cui costruire un futuro sportivo, e persino un impianto (anche se non quello nuovo, che avrebbe potuto attrarre maggiori investimenti) intitolato al grande olimpionico Romeo Neri. Il progetto di una cittadella del calcio, da riorganizzare e rilanciare, è ancora possibile. Tuttavia, manca la volontà di attuare una vera rivoluzione. Il Comune, purtroppo, sembra incapace di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di preservare la tradizione calcistica e quella di affrontare con pragmatismo la realtà economica della città. Il rischio è che Rimini diventi una città che parla di sport senza più saperlo vivere pienamente. L’assenza di un forte impegno da parte della politica locale e della cittadinanza potrebbe portare alla definitiva estinzione del calcio professionistico in città, lasciando spazio a un triste declino culturale.



Esatto
Anche da loro è passato Rinaldo carta
Scusate l ignoranza ma non dovrebbe vincerla a tavolino la Torres ?? Ripeto chiedo a voi perché nn mi intendo molto grazie
Questa non la perdiamo….